Ridateci l’unica Principessa Sissi

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Perché in nome della modernità si rovinano le favole, i film, e  libri?

Perché non si lascia tutto com’era all’inizio?

È già successo con diverse favole come Cenerentola, con La Bella addormentata e anche con Dumbo, per seguire con i  film cancellati dai cataloghi.

Ma il discorso deve cambiare, quando i personaggi storici diventano soggetto di film, loro non dovrebbero essere mutati nelle loro caratteristiche in nome della modernità, che a ben dire non risulta per niente positiva.

Detto ciò, tutte le donne come me, cresciute con il mito della Principessa Sissi, si sono ritrovate le scorse settimane davanti alla televisione a bocca aperta, alla fine del primo episodio della serie Sissi, mandato da su Canale 5.

Ma la meraviglia, con tanto di bocca spalancata dalla sorpresa, non è stata per la bellezza della serie tv, ma è stata perché come me, tutte avranno pensato una sola cosa e cioè quella di voler indietro Romy Schneider e la sua unica e indimenticabile Sissi.

Elisabetta di Baviera, Imperatrice d’Austria e moglie di Francesco Giuseppe, visse tra il 1837 e il 1898, diventando icona del suo tempo.

La sua storia, insieme piena di fiaba e di drammaticità, divenne ovviamente soggetto di film anche se romanzati spesse volte.

La trilogia di Sissi, viene interpretata dalla bellissima Romy Schneider, che proprio con l’Imperatrice, ebbe in comune lo sguardo malinconico e un destino tragico.

Ma della favola, dell’amore e della malinconia di cui i tre film erano pieni, nel riadattamento moderno non è rimasto niente.

Nella nuova serie è tutto sbagliato, cominciando dagli abiti che non si possono paragonate a quelli superbi, dei precedenti film.

Nel primo episodio, la caparbia Sissi, sempre polemica, decide di presentarsi alla corte del cugino imperatore, vestita di nero, cosa che non sarebbe mai successa a quei tempi.

Gli interni, gli ambienti esterni, i costumi, nella serie passano tutti in secondo piano. E credo di aver compreso il perché…

Tutto è concentrato su un solo argomento, un solo tema:il sesso.

Ed in effetti è stato così, la prima puntata si apre con una giovane duchessa intenta a sollazzarsi da sola in camera sua.

A 15 anni e a quei tempi?

E una volta promessa in sposa, pensa di andare in una casa di malaffare, per chiedere consigli alla concubina del futuro marito, per paura di risultare deludente nell’intimità.

Se è accettabile il ritratto dell’imperatore dedito ai piaceri della vita, è invece difficile, immaginarsi un’Elisabetta spregiudicata ma anche frivola e superficiale.

La prostituta spacciata come contessa a corte, e che regala a Sissi un giochino erotico, spacciato come ferro per arricciare i capelli, ne fanno, nella serie un personaggio atipico.

Ma non è ciò che noi pubblico, volevamo.

È la stessa cosa se, nel film Via col vento, avessimo visto al posto delle carrozze i razzi spaziali, e al posto della guerra civile tra nord e sud, con baionetta e bombe, attacchi a colpi di fionda.

L’emancipazione delle donne è stata una conquista ma, non è possibile riportarla in un contesto in cui risulta inverosimile.

L’Imperatrice d’Austria era già un personaggio complesso, era avanti politicamente per il suo periodo: prese decisioni coraggiose, nella vita privata e in quella pubblica.

C’era davvero bisogno di caricarla di nuovi significati, inadatti e stupidi, che risultano soltanto forzati.

Ridateci gonne gonfie, perle e vestiti magnifici e lasciateci credere che quello tra Franz ed Elisabetta fosse un amore vero, travolgente e a suo modo puro.

Perché, per tutto il resto c’è Cinquanta Sfumature di grigio o YouPorn

Angela Amendola

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