“Puddicinu c’à nun torna” di Maria Cristina Adragna

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Sono nata in Sicilia, a Palermo, il 10 novembre del 1983.

Quando il destino prospetta Palermo per la tua vita, ti conferisce in dotazione un patrimonio genetico ben forgiato a priori.

Ti rende quasi immune dagli effetti sortiti dalla bellezza infinita e dal marcio logorante poiché, in entrambi i casi, una spiccata sensibilità perirebbe per tanta gioia o per troppo dolore.

A Palermo devi recarti con l’anima anestetizzata, altrimenti torni a casa pieno zeppo di ferite.

Zucchero e sale si mischiano in proporzioni esattamente equivalenti e sei semplicemente costretto a scegliere se continuare a sorseggiare una bevanda che non rispecchia pienamente i tuoi gusti o se è meglio afferrare il tuo calice e scaraventarlo contro un muro.

Io ho scelto di sorseggiare amaramente.

Mai decisione si rivelò maggiormente complessa e difficile, ma fu di certo la cosa più giusta che potessi fare.

Non puoi sottrarti deliberatamente innanzi alle offerte del destino, sarebbe un’azione innaturale.

E poi, l’eco perentoria ed assillante delle tue responsabilità ti seguirebbe ovunque, fino a renderti la controfigura esasperata e fallita di te stesso.

Ed io voglio “scontare” i miei anni terreni vivendo dalla parte radicalmente opposta dell’ignavia, assumendo posizioni in maniera responsabile e costruendo qualcosa di buono per un futuro “oltre vita”.

Abbiamo mezzi assai limitati per contrastare una realtà a dir poco scomoda e come in questo caso gli eufemismi sono necessari per edulcolrare le inammissibili evidenze.

Possiamo, senza dubbio, alimentare costantemente la memoria, cercare di bannare in maniera definitiva gli sguardi evitanti di fronte al sopruso, farci testimoni di condotte assolutamente fondate sulla correttezza morale, denunciare le più disparate forme di anomalia, informarci sugli accadimenti, si può comprendere e criticare.

Ma tacere mai!

Sono nata a Palermo, è vero, ma mio padre non era Santino Di Matteo.

Se solo lo fosse stato, è possibile che in questo momento non avrei avuto la possibilità di scrivere due righe, perché non sarei esistita più.

Il papà di Giuseppe, contrariamente, si chiama proprio così.

Tutto il resto è inconcepibile misfatto, atrocità indicibile, bestiale crudeltà.

Ringrazio di cuore Giuseppa Matraxia, eccellente artista palermitana, per la gentile concessione dell’immagine che riproduce la sua opera. La stessa è stata inserita in copertina.

In memoria di Giuseppe Di Matteo, vittima innocente dell’inferno sulla terra…

PUDDICINU C’À NUN TORNA

Pippineddu, figghiu miu,
comu potti capitari?
Senza sennu, senza Diu…
sulu b’boni pi scannari!

Maliritti, Pippineddu,
attaccatu comu un cani,
fracculiddu e nicareddu…
Nutricàtu ad acqua e p’pani.

Quantu costa, sangareddu,
lu pinseri ri d’di jorna?
Chi dulùri, Pippineddu…
Puddicinu c’à nun torna.

N’na scusàri, oh n’nuzzenti,
si s’ammazza puru ora,
un s’a cunchiùiutu nenti…
L’assassini sunnu fora!

PULCINO CHE NON TORNA

Giuseppe, figlio mio, come è potuto accadere? Senza senno, senza Dio, solo capaci di scannare. Maledetti, Giuseppe, legato come un cane, fragile e piccino, sfamato a pane ed acqua. Quanto costa, tesoruccio, il pensiero di quei giorni? Che dolore, Giuseppe… Pulcino che non torna. Devi scusarci, oh innocente, se si uccide pure adesso, non si è concluso niente, gli assassini stanno fuori!

Maria Cristina Adragna

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Siciliana, nasco a Palermo e risiedo ad Alcamo. Nel 2002 conseguo la Maturità Classica e nel 2007 mi laureo in Psicologia presso l'Università di Palermo. Lavoro per diverso tempo presso centri per minori a rischio in qualità di componente dell'equipe psicopedagogica e sperimento l'insegnamento presso istituti di formazione per operatori di comunità. Da sempre mi dedico alla scrittura, imprescindibile esigenza di tutta una vita. Nel 2018 pubblico la mia prima raccolta di liriche dal titolo "Aliti inversi" e nel 2019 offro un contributo all'interno del volume "Donna sacra di Sicilia", con una poesia dal titolo "La Baronessa di Carini" e un articolo, scritti interamente in lingua siciliana. Amo anche la recitazione. Mi piace definire la poesia come "summa imprescindibile ed inscindibile di vissuti significativi e di emozioni graffianti, scaturente da un processo di attenta ricerca e di introspezione". Sono Socia di Accademia Edizioni ed Eventi e Blogger di SCREPmagazine.

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