Per mangiarti meglio!

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Spazio alla fantasia anche per parlare di cibo. Fiabe, favole, racconti sono ricche di legami con gli alimenti, anzi il cibo risulta essere un vero protagonista oltre a rappresentare la vita: nelle narrazioni può arrivare miracolosamente se assente, indicare lo stato sociale, un desiderio, una prova o un incantesimo.

L’assenza di cibo è un rischio per la sopravvivenza stessa.

Prendiamo subito in considerazione Cappuccetto Rosso evidenziando quanto la sua avventura disavventura sia legata strettamente al cibo. Il suo compito è di consegnare il cestino ricco di prelibatezze alla nonna, ma lungo il cammino incontra il Lupo, che a sua volta vede in Cappuccetto Rosso e la nonna il suo futuro pasto: uno scambio di ruoli a dir poco sconveniente! L’incontro con il lupo ci mette in guardia, nella vita, da chi ci trae in inganno con modi gentili e benevoli per raggiungere i propri obiettivi a nostro svantaggio.

Un viaggio un po’ più fantasioso lo si vive in Alice nel paese delle meraviglie, in cui si riscontrano più riferimenti al cibo, anche ingannevoli, come il breve racconto delle ostriche, ma per lo più astratti, così com’è il racconto: iniziando dai biscotti con su scritto mangiami, con la caratteristica magica di rendere la protagonista piccolissima o dalle dimensioni gigantesche; al banchetto di festeggiamento del Buon Non Compleanno del Cappellaio Matto, dove il tutto assume un ruolo di fantastico e magico gioco, in cui tutto scompare e riappare, compreso il thè, fino all’esplosione della torta, in perfetta linea con la carrellata degli insensati discorsi e degli insensati partecipanti al banchetto: pura follia.

Mentre nel racconto di Pinocchio il cibo entra in scena in svariati modi, simboleggiando anche le differenze sociali. Il Gatto e la Volpe invitano Pinocchio al Gambero Rosso, ad un banchetto ricco di ogni sorta di cibo: questo cela l’inganno, perché dietro questa apparente generosità e prosperità è in arrivo la truffa per il nostro protagonista, abituato a pasti ben più modesti. E ancora, Pinocchio e Geppetto diventano essi stessi cibo per la balena, da cui si salveranno solo con l’astuzia.

Ed infine come non ricordare la mela di Biancaneve, così perfetta nella sua forma, nel colore e nel sapore; ma dietro tale perfezione si cela il meschino inganno ed incantesimo della strega.

Possiamo concludere affermando che anche la simbologia del cibo diventa monito per la nostra vita quotidiana; l’invito è di non fermarsi mai all’apparenza, ma riuscire ad andare oltre.

Simona Trunzo

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