Parliamo di calcio femminile

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Parliamo di calcio, ma di calcio femminile, uno sport che da parecchi anni è praticato dalle ragazze che incominciano a giocare a pallone fin da piccolissime.

La Nazionale di calcio femminile italiana, disputando i mondiali, ha contribuito a divulgare questo sport e a fare conoscere le tantissime e bravissime atlete di tutte le regioni d’Italia, giocatrici eccellenti e molto determinate.

Ormai in quasi tutte le Capitali si è stabilito, che ci siano anche le squadre femminili e per noi donne è stato un grande riconoscimento entrare in un mondo tutto riservato al maschile.

Tantissime sono ormai le giovani ragazze che, emulando il padre, gli zii o i fratelli maggiori, si appassionano a questo sport e decidono di praticarlo.

Una di queste è Camilla Gobbetti, che gioca nel Vincenza calcio e che è nipote del grande Roberto Baggio, il famoso “codino” grande bomber e pallone d’oro nel 1993, uno dei giocatori più amati dagli italiani.

Roberto che segue spesso la squadra dove milita la nipote, ha dichiarato che il calcio femminile gli piace perché le giocatrici sono determinate e appassionate.

Alla nipote ha dedicato queste parole:
Sii te stessa sempre. Nella vita ci sarà chi vuole ostacolarti, ma tu non perdere mai di vista l’obiettivo“.

Parole ponderate e vere quelle di Roberto Baggio, parole di un uomo saggio che sa quanto è difficile e quanti ostacoli troverà nel suo cammino, una donna che decide di intraprendere il calcio.

Camilla Gobbetti ha dichiarato che lei in famiglia fin da bambina ha respirato il Calcio, per lei è stato naturale decidere di entrare a fare parte di una squadra femminile di calcio.

Le parole di Camilla e di Roberto Baggio mi hanno emozionata e colpita, io sono una tifosa sfegata della mia squadra del cuore, maschile, ma ho anche una squadra femminile del cuore, al momento “pulcine” dove milita da qualche anno la mia nipotina Emma.

Emma è una bambina di oggi, una bambina anche lei vissuta nel calcio, il papà giocava, anche se in una squadra di promozione, la mamma grande tifosa di calcio ed io la nonna,ex giocatrice.

Emma che ha iniziato a giocare appena possibile e cioè compiuti i 5 anni.

Emma che oggi ha la libertà di giocare e il supporto dei familiari, mentre io, ai miei tempi e a Messina, ero aiutata solo da mio padre, da lui ho ereditato questo amore viscerale per il calcio.

Io che ho giocato per tanti anni nella Sayonara Messina, squadra di serie B e che per qualche tempo, mi sono allenata anche con la squadra del Messina calcio femminile di serie A.

Insomma credo che ci siano delle famiglie che davvero amano tantissimo il calcio e lo riscontro anche nei familiari delle compagne di calcio di Emma.

Come dicevo prima, anche se le porte sono più aperte, la mentalità purtroppo dei genitori, in primis e dei bambini maschi che giocano a calcio, è quella di sempre.

Un episodio che mi fa sorridere quando lo ricordo risale a 2 anni fa, quando ancora era possibile giocare e per noi parenti assistere.
Arriva la squadra avversaria maschile e quando vedono che la nostra squadra è tutta al femminile cominciano a ridere tra di loro, pensano di avere la vittoria in pugno.

Per farla breve i maschietti perdono 9 a 4 ed escono dal campetto quasi con le lacrime agli occhi e con i genitori furiosi che i loro figli erano stati battuti dalle femminucce.

Ecco un esempio di come ancora oggi la mentalità sia cambiata poco, per questo dico a Emma di non demordere e di credere sempre in ciò che fa.

Da qualche giorno finalmente hanno ripreso le partite, ancora purtroppo senza pubblico, ed Emma ha segnato tre gol stupendi, per cellulare mi ha detto: “Nonna uno era dedicato a te!“.

Non vedo l’ora di poter tornare ad assistere alle sue partite..
Poi ha continuato dicendo: “Vorrei tanto segnare in rovesciata acrobatica” ed io le ho risposto che può provarci ma facendo attenzione nel ricadere per non farsi male.

E c’è ancora gente che si permette di dire:”Ma tu sei donna, cosa vuoi capire di calcio?!“…

Ormai non rispondo neanche più.
L’unico cruccio che io e Emma tifiamo per due squadre diverse, ma abbiamo imparato a non osteggiarci…in comune tifiamo la sua squadra, la squadra dove gioca e dove ha trovato molte atlete appassionate come lei.

Credetemi il Calcio femminile ha preso piede e ci sono sempre più ragazze che giocano.

Avanti con passione, lo vuole lo sport.

                          Antonella Ariosto

PRATO VERDE

Voluttuosamente
l’odore dell’erba
respiro.
Oggi sul campo
mi affaccio
e i ricordi
della mia fanciulezza
immediatamente rivivono.
La mia Piccolina
guardo
e la sprono
a non abbandonare
il suo sogno
in questo mondo
ancora chiuso e maschilista.
Nel suo viso
la mia stessa passione
rivivo.
E le parole d’incitamento
che ricevevo dal mio grande Uomo
adesso le dono a lei Emma
perché la sua passione
è lo stesso fuoco che arde
come bruciava in me.
Non importano i colori
o le squadre
ma la passione
che ti leva il respiro.
Chi ama il calcio
capisce.

                  Antonella Ariosto

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

4 COMMENTS

  1. Bellissimo articolo ricco di energia e di emozioni. Il linguaggio scorrevole, ti porta a leggerlo tutto di un fiato. Il tema poi è veramente interessante, ricco di speranze. Splendida la poesia finale.

    • Sara grazie,tu sai quanto sono vere e reali le parole che ho scritto nel mio articolo.

  2. Bellissima Emma. La passione in tutto quello che si fa, questo è il messaggio è l’esempio di cui hanno bisogno i giovani di oggi. Un abbraccio cara Antonella.

    • Massimo ,sempre ringraziandoti per la lettura e per il bellissimo commento,grazie anche da parte di Emma e di tutte le ragazze che lottano per inseguire le loro aspirazioni…grazie

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