Buonasera a tutti.

Stamattina sono andata alla Posta.

Non immaginate la fila interminabile.

Eravamo posizionati lungo il marciapiede a fila indiana a debita distanza ma abbastanza vicini per scambiare quattro chiacchiere.

Due signori dall’apparenza distinti e probabilmente anche colti  cominciano a tirare fuori il solito discorso, ormai quasi nauseante del COVJD-19.

Tra me e me dico: “Ecco il solito discorso noioso“.

Inizialmente li ascolto con poco interesse.

Più  parlano e più mi rendo conto che i due cominciano a toccare un punto interessante.

Effettivamente poco considerato da chiunque.

Durante il periodo della quarantena o prigionia forzata, gli anziani sono stati molto attenzionati perché i più a rischio.

I bambini piccoli tutto sommato non correvano particolarmente rischi, ma se ne parlava.

Le persone di mezza età sempre sulla bocca di tutti per via del lavoro: chi a casa, chi in prima fila.

I maturandi sempre sotto osservazione per decisioni varie.

Per gli adolescenti tra i 12 e i 18 anni nessuno spendeva una parola.

Loro che forse sono stati i più diligenti.

Sempre a casa.

Niente svago, niente sport, sempre inchiodati davanti al PC per la didattica a distanza.

Eppure dimenticati.

E allora parliamo degli adolescenti?

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