Pablo Picasso (parte quarta)

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PABLO PICASSO (parte quarta)

“Arlecchino pensoso”

Olio su tela 83 x 61cm.

Metropolitan Museum of Art di New York.

Arlecchino è un personaggio della Commedia dell’arte, sicuramente una delle maschere più amate da Picasso, che la riprese più volte nei suoi quadri.

Di Arlecchino esistono ben quattro diverse versioni del pittore spagnolo: il ritratto classico, l’Arlecchino suonatore di impronta cubista, quello astrattista e quello surrealista del 1927.

Avendo l’artista vissuto più di 90 anni e inventando uno stile dietro l’altro, si intuisce che anche se la maschera era la stessa, diversa era l’interpretazione data al soggetto.

Questo Arlecchino appartiene al “Periodo Blu“, quello in cui per intendersi rappresentava saltimbanchi, povera gente o ai limiti della società.

“ARLECCHINO PENSOSO”

L’opera, raffigura un artista circense che oltre a rappresentare una certa umanità emarginata e derelitta, esprime anche una inconfondibile malinconia.

La composizione è dominata dal blu, che troviamo sia nello sfondo, nell’abito a scacchi della maschera e sul tavolino in primo piano.

Il protagonista, Arlecchino, è dipinto anche con lo stesso stile utilizzato per i fiori dello sfondo.

Picasso pone il personaggio come se fosse adagiato su una scacchiera e le parti che lo compongono sembrano assemblate come in un puzzle, dai contorni definiti ma semplici.

In questo quadro si può notare come il colore blu acquisti sempre maggiore rilevanza nelle opere picassiane, tanto da divenire predominante su tutti gli altri, e quale importanza abbiano i personaggi del circo per l’artista.

CONCLUDENDO:

In “Arlecchino pensoso” Picasso va oltre la maschera in sé, facendo apparire la tristezza dell’uomo che la indossa.

Ma Picasso è egli stesso una maschera, che sa adottare e cavalcare tutti gli stili che ha vissuto.

Bruno Vergani

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