Poco tempo fa tra i vari canali di Youtube, nei miei ascolti casuali sulla musica emergente e su nuovi artisti nel nostro panorama musicale, mi sono soffermata su un giovane musicista di origine lucana che vive a Roma: Antonio Donatello De Nicola.

 

Ho premuto il tasto play sullo schermo di un cellulare ammaccato ed ecco l’ascolto, i brani in ordine “Rosastella” e “Piove”…e non solo anche brani in inglese dal ritmo rock graffiante e armonico.

Non contenta del mio primo ascolto, ne ho effettuato un altro, per percepirne passaggi armonici e potenza dei testi.

Mi sono affrettata a digitare su Google il suo nome e scopro che nasce a Torino nel 1993, giovanissimo imbraccia la chitarra che suonava anche suo padre, frequenta l’Università, una vita ordinaria si potrebbe definire.

Ma la sua musica non è ordinaria, non è banale, non è scontata.

Riff di chitarra che si snodano quasi in sequenze elaborate e liberatorie, in un crescendo di voce e musica.

Una batteria incalzante, in un misto di generi.

Nei brani ricorda sonorità rock mutuate dai Deep Purple, in alcune ballate tuttavia riesce ad eguagliare i Led Zeppelin e non di rado le sonorità dolci dei Dire Straits e di Joe Bonamassa.

Assoli chiari e puliti anche quando elaborati, ove emerge l’amore per la chitarra come se fosse una parte di se stesso.

Credo che la chitarra di questo giovane artista sia davvero una parte di sé.

Pare che nei suoi brani ci sia un cantato vocale ed un cantato della chitarra.

Di brano ne ascolto un altro, pubblicato il 12 settembre 2018: «Storie d’amore e di mare»…Antonio Donatello (AD) cambia pelle, la voce diventa più ruvida, la chitarra incalzante, in un rock pop estivo alla maniera del suo primissimo brano “Inconfessabile“.

Antonio Donatello effettua un passo in avanti mescola i primi Negrita, con testi e toni alla Ligabue e, in alcune intonazioni, anche di Vecchioni.

Non solo l’amore tra le tematiche trattate, ma tutti quei sogni cari alla nostra generazione, di libertà, di vita di indipendenza.

Nei suoi sogni il frantumarsi delle certezze, nella impossibilità di entrare in contatto con l’altro perché una vita frenetica ci ha devastato.

Sembra quasi che il peso del passato sia diventato insostenibile per noi nuovi adulti.

Con la sua musica Antonio Donatello urla pacatamente tutte le sue paure reclamando forte il diritto a sognare.

Questo giovane immerso nella vita romana che si rifugia in Basilicata per coltivare la pace da un mondo sempre di corsa come faceva “Faber” in Sardegna, con la sua chitarra, la sua musica, la sua identità.

Io consiglio e credo sia bello e per certi versi anche importante ascoltare la sua chitarra e i suoi brani, diffondere la sua musica, portare avanti un nuovo non banale ma carico di significati in un panorama musicale spesso povero e fin troppo replica di modelli del passato e pieno di nuovi «finti musicisti».

Potete trovarlo qui :

https://antoniodonatello.com

https://www.facebook.com/addnmusic/

e qui:

https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=Nn_6cRQERbY

                Simona Bagnato

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