L’altra sera guardavo il telegiornale.

Due servizi, stesso tema: vacanze al mare al tempo del virus

Il primo: spiagge dell’Emilia Romagna. Gente assertiva, al lavoro che mostra tutte le misure messe in campo per fare “vacanze sicure”… ombrelloni distanziati, accessi monitorati,…ecc..

Il secondo: spiagge ioniche della Basilicata. Gente che protesta. Fermi, non fanno nulla ma si lamentano tutti schierati contro il Governo che non li sostiene.

Elenco di inadempienze, di problemi, di criticità, di cose da fare e che da soli non possono fare

Ora io mi chiedo: ci sarà un motivo per cui Rimini è Rimini e Metaponto, Policoro,… al confronto, non sono nulla?

E, oggettivamente, se il mare dello Jonio è più bello, limpido, pulito,… se la gente preferisce Rimini e Riccione sarà mica per il mare oggettivamente meno bello?

Consiglio di dare uno sguardo qui : https://www.info-alberghi.com/covid-19/.

Quante volte abbiamo sentito persone che si lamentavano continuamente, per un motivo o per l’altro, di quanto difficile fosse la loro vita, di quanto duro e complicato fosse lottare ogni giorno ed anche di quanta sfortuna avessero!

Viviamo in una “fase2” in cui dovremmo aver capito come gli oggetti e gli agi non fanno la felicità e in ogni caso sono precari.

Ci siamo abituati ad avere sempre bisogno di qualcosa, di qualcuno e a farne un dramma qualora questa necessità, questa presenza non venisse soddisfatta.

E, come ovvio, politici a volte di destra a volte di sinistra, se all’opposizione, cavalcano queste lamentele.

Le persone piagnucolose sono negative in tutte le situazioni, anche in quelle positive, non sono mai contente.

Desiderano qualcosa, si lamentano se non ce l’hanno, imprecano contro chi non gliela dà e, quando la ottengono, ricominciano a lamentarsi per altro.

I lagnosi non cercano soluzioni.

È molto più facile criticare e arrabbiarsi perché le cose non sono andate come si voleva, che cercare soluzioni per cambiare la situazione.

Cercare soluzioni ai problemi implica smettere di fare le vittime e cominciare a lottare per quello che si può fare, cosa che richiede uno sforzo che sempre più tanti non sono disposti a fare.

Di solito le persone lagnose tendono a riflettere sugli altri i propri difetti e le cause dei loro presunti guai.

Il problema non si trova nella persona oggetto di critica, ma in loro, che non sanno attuare un’ottica assertiva, non sanno valorizzare gli aspetti positivi propri e altrui e della vita in generale.

La loro attenzione si concentra interamente su ciò che considerano negativo, senza essere capaci di vedere il lato positivo di tutto quel che hanno…e incolpano con l’unico risultato di un aggravamento dei problemi.

Cosa fare per smettere di lamentarsi?

Smettete di giudicare tutto e tutti.

Nessuno è giudice di niente e di nessuno, né del vicino né del Governo.

Dunque (Rimini e Riccione insegnano) la cosa più sensata da fare è chiudere la bocca, rimboccarsi le maniche e adattarsi alle circostanze.

Ogni circostanza, anche la più grave (e qui mi viene in mente “La vita è bella” con Benigni) ha un lato positivo…e se poi arriva il Computer e le fabbriche che producono macchine da scrivere chiudono, quello si chiama “progresso” a volte provocato a volte subito (vedi CoronaVirus).

Già progresso dato che proprio a causa del blocco da CoronasVirus, per esempio, l’aria di Roma è ridiventata “saporita” e nella laguna di Venezia sono tornati i pesci.

Il mondo ha bisogno di gente assertiva, non di lagnosi impanicati!

Ma cos’è l’assertività?

La parola “assertività” deriva dal latino ad serere, e significa «asserire» o anche affermare se stessi. L’assertività è la capacità di esprimere i propri sentimenti, di scegliere come comportarsi in un determinato momento/contesto, di difendere i propri diritti, di esprimere serenamente un’opinione di disaccordo quando lo si ritiene opportuno, di portare avanti le proprie idee e convinzioni, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri.

Andrew Salter nel 1949 fu il primo a delineare i contorni della persona assertiva, che definì come personalità eccitatoria: la personalità “eccitatoria” è quella in grado di esprimere i propri punti di vista e le proprie emozioni apertamente, in modo entusiasta e spontaneo, capace di condividere e motivare chi ascolta (quelli di Rimini e Riccione).

Al contrario, un soggetto con personalità “inibita” è schiavo della logica e del pensiero… e “pensa che ti ripensa” alla fine la colpa è sempre di altri (quelli di Metaponto).

Come ovvio ho volutamente e provocatoriamente esagerato nel contrapporre Emiliano-Romagnoli e Lucani perché il tema di cui ho provato a parlare sinora, non risente solo di ataviche condizioni storico-ambientali tipiche delle nostre aree geografiche.

Il fenomeno è purtroppo ben più ampio anche se in TV da circa tre mesi passano spot che inneggiano alla italica resilienza e creatività corroborati da bandiere ai balconi e inni nazionali in tutte le salse.

Un inno nazionale cantato a squarciagola se poi non è seguito da un “realmente onesto io per primo mi rimbocco le maniche”, serve a poco!

Sul “mi rimbocco le maniche” abbiamo già disquisito.

Sul “realmente onesto” ci sarebbe molto da raccontare.

Benedetto Croce diceva: “Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta.”…

Purtroppo l’onestà non è un gene ma una scelta.

Onestà è infatti l’atteggiamento successivo alla capacità di saper bene individuare e definire le conseguenze per sé e per gli altri delle proprie azioni. Occorre quindi intelligenza per scegliere di essere onesti e in tempo di fase2 “reale amor patrio”.

Dottoressa 59enne di Saronno (VA) e imprenditore 49enne di Barlassina (MI) arrestati.

La Dottoressa acquistava dispositivi medici (lame e batterie per laringoscopi, necessari per intubare i pazienti in rianimazione e quindi di fondamentale importanza durante l’emergenza Covid-19) per conto dell’ospedale e, dopo averli sottratti, li consegnava al titolare di una ditta specializzata che li reimmetteva nuovamente sul mercato traendone profitto.

E così i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Varese e i Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Saronno hanno eseguito un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio nei loro confronti associandoli alle “patrie galere” e contestando ad entrambi il reato di peculato in concorso. L’uomo dovrà rispondere anche di autoriciclaggio.

Che dire?

Magari insieme stavano pure al balcone a cantare l’inno di Mameli!

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