Molte vite, un solo amore

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Capitolo primo

La prima volta che incontrai Aurora, indossava un abito a fiori molto vivace, che le donava tantissimo. Era seduta nella sala d’aspetto, era ansiosa, le si leggeva chiaramente in viso. Si stringeva le mani nervosamente, guardandosi intorno. Prima di trovare il coraggio di recarsi da me, erano passati diversi mesi. Alla fine, fu spinta a prendere appuntamento da una sua amica. Quella che mi trovavo davanti, era una donna molto bella, con dei capelli molto lunghi e biondi, gli occhi azzurri con delle ciglia lunghe. Ma aveva il viso cupo e le labbra contratte, si vedeva che aveva timore del posto dove si trovava. Si sedette nella poltrona di fronte il mio tavolino semicircolare e rimase in silenzio un bel pó, prima di trovare il coraggio di parlare. Anzi, fui io a farle le prime domande, e lei iniziò a rilassarsi.

Aurora mi racconti ciò che le succede?

Sono settimane che faccio fatica ad addormentarmi, faccio sogni ricorrenti e ho dei ricordi che non credo di aver vissuto realmente.

La spinsi a raccontarmi di quando era bambina, ma mi accorsi che soffriva parlando della sua infanzia. Nella mia lunga carriera avevo avuto decine di pazienti come lei. Non sarebbe bastata la terapia standard, con lei avrei dovuto provare strade alternative per aiutarla a guarire dal suo malessere. Aurora non aveva fatto finora nessuna terapia psicologica, e più volte ha ribadito che era contraria ad assumere farmaci di ogni genere. Con lei avrei provato un’ altra strada, sarei ricorso all’ipnoterapia, per farle riaffiorare ciò che ricordava e cercare di capire cosa erano quegli sprazzi di vita vissuta, alquanto strani.

Rimasi un pó sorpreso quando si soffermó a guardare con attenzione le stampe appese dietro il mio tavolo.

Aurora cosa le viene in mente guardando le stampe?

Fu colpita da due stampe, una di Chagall e una di Munch.

“Chagall è uno dei miei preferiti. Nel quadro io avverto l’amore, anche nelle figure che volano, i loro corpi sono sospesi così placidi nello spazio, rappresentano il distacco terreno. È il supremo desiderio di fuga dalla realtà, dalla vita quotidiana. Mi mette speranza. Forse anch’io raggiungeró uno stadio in amore cosí. ”

Ma mi raccontò che non aveva fiducia nel prossimo, aveva difficoltà a fare amicizie, i suoi amici erano quelli di sempre, i compagni di scuola o quelli da ragazza, di catechesi. Sì, Aurora era credente, molto cattolica e non aveva dubbi sulla fede. Anche adesso che era adulta, pregava ogni sera prima di addormentarsi. Non solo per abitudine ma perché ne sentiva il bisogno. Fin da piccola seguiva i consigli del padre spirituale vicino alla sua famiglia, e ogni tanto anche ora lo andava a trovare se qualcosa la turbava.

Fui sorpreso nel sentire ciò che Aurora mi raccontava. Avevo la certezza che lei non fosse un soggetto con problemi di natura schizofrenica, non usava alcoolici, droghe, o altre sostanze. La sua mente non aveva disordini di nessun genere, ma nonostante tutto non mi capacitavo dei suoi ricordi sotto ipnosi e delle sue presunte vite precedenti. Ero restio a parlarne perché erano argomenti da me poco conosciuti, mi erano capitati pochi casi negli anni della mia professione, sapevo che non avrebbero capito se ne avessi parlato con qualcuno, e nello stesso tempo non potevo chiudere gli occhi sulla realtà che stavo vivendo con Aurora.

Aurora, se la sente di ricordare ancora, cosa vede?

Mi vedo mentre sto ballando su una nave, ho in vestito blu di pizzo, ho tutti i capelli bianchi e raccolti in una crocchia sulla nuca. C’è gente che è distesa a terra, morta, nel salone della nave, ed è tutto sporco. Io non sto bene, si parla di tifo arrivato a bordo chissà come. Vivo per molto tempo all’anno, su questa nave, faccio la prostitute, ma mi trattano bene tutti bene , ancora un po’ e mi ritiro da questa vita e torno a casa.

Finita la seduta Aurora stanca, andò via a fatica. Io rimasi a pensare che cosa fare, ricordare tutto quello che mi aveva detto, anche il minimo dettaglio.

Angela Amendola 

Clicca sul link qu8i sotto per leggere il mio articolo precedente:

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