“Me so fatta mbroglià “

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Come si torna a vivere
dopo che t’hanno ucciso dentro?
Ho dato amore
affetto e calore,
lasciandomi amputare d’ogni mio pudore.
M’hanno preso sempre per sempliciona,
quella che… è troppo bona
per difendersi dalla gente tosta, quella che non perdona.
Na pora grassona
che forse ha la testa che non gl’è funziona,
“se credeva sta gente furbona”.
Mi sono lasciata piegare in due,
caricata dal peso di tutti, come un bue
che traina e sgobba e viè rimbambita de bugie,
che fa le vie de tutti, tranne che le sue.
Non so stata mai bona a combatte duramente,
credevo che vivere umilmente
ce salvasse dalla cattiveria della gente.
Me so sempre fatta imbroglià i pensieri, la mente,
da chi senza un briciolo di coscienza me sfruttava solamente.
Ho dato, dato e dato.
A chi non m’ha mai abbracciato,
accarezzato e… accettato.
Figurate s’era gente che m’ha amato.
Ho dato la vita per ogni persona c’ho amato,
rispettato, stimato e ammirato.
Data, pe quelli per cui ho sgobbato
e i cessi puzzolenti ho lavato.
L’ho data pe gli amici,
pe vederli più felici.
L’ho data per la famiglia
quella che per amore pe culo non te ce piglia.
Ma ignoravo che pure quella, per gli scopi suoi t’è imbroglia.
Ho dato la vita e il mio tempo
a chiumque c’avesse in seno suo un tormento.
E dopo tanto aspettare che qualcosa cambiasse,
me so resa conto che, quand’è toccato a me… non c’è stato un cane che m’aiutasse.
E me riferisco a quelli che hanno preso a bizzeffe,
quelli che se credono i capoclasse.
Ho dato la vita per la gioia dei miei assassini,
pe quei burattini
che dopo aver raggiunto il loro scopo, m’hanno avvelenato a bocconcini.
Or che il core mio barcolla
me rendo conto d’esse vissuta come dentro na bolla,
piena de gente che te controlla
così se ha bisogno d’aiuto sei già lì, e non te molla,
finché non ha riempito solo la sua ampolla.
E gl’è frega cazzo che la tua vita crolla.
Ma… meglio tardi che mai,
e chiunque tu sia, la vita mia mai più cè l’avrai.
E, prima de passa altri guai
pe chi non se pente più oramai,
penso a fa gli affari miei.
Pensate che c’è stato pure chi m’ha accusata
perfino de copia’ gli scritti a qualcun altro… manco fossi na malata.
Forse è perché so loro i finti che fregano ogni giornata
e chi me lo diceva paradossalmente m’ha invidiata.
Spesso ho capito che quando me veniva detto
era perché, avevo colpito al centro qualche tipetto
che si riconosceva in ciò che avevo scritto.
Ed è per questo che mo scrivo ancora più incazzata
e lascio la lingua italiana perfetta a chi l’ha studiata,
così non ci so dubbi, e che provassero a di che so ignorante e stonata
non me ne frega niente… meglio stonata che a voi amalgamata.
M’avete ucciso più d’una volta,
ma so sempre risorta.
Ho capito che l’amore m’ha capovolta,
m’ha fatto camminà storta,
però non m’ha ancora del tutto sepolta.
Chi m’ha assassinato
un giorno pagherà il prezzo d’un passato
in cui ha corrotto, usato, distorto e tutto ciò che ha toccato ha avvelenato.
Ricordate che io so benedetta dagli angeli
m’hanno fatto nasce fenice in mezzo ai vandali
per compiere la mia missione e rinasce dalle ceneri, e no pe diventà semplici coriandoli,
pe fa giocà chi cova veleno nascosto dietro gli angoli.

Umberta Di Stefano
(29apr21)

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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