Lo Cascio e la Calabria

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UN NUOVO SET PER LA CALABRIA FILM COMMISSION

LO CASCIO: “OCCASIONE STRAORDINARIA GIRARE IN CALABRIA”

È un’occasione straordinaria, per me, quella di girare un film in una bellissima regione come la Calabria”. E’ quanto ha dichiarato l’attore Luigi Lo Cascio – protagonista del film “Il Mestiere” per la regia di Beppe Tufarulo, sostenuto dalla Calabria Film Commission – nel presentare l’opera le cui riprese sono in corso in queste settimane tra Crotone, Cutro e il pontile di Lamezia Terme.

Una terra a me che sono siciliano – continua l’attore che tra gli altri importanti lavori è ricordato per la splendida interpretazione ne “I cento Passi” – quasi totalmente sconosciuta, purtroppo. Sicilia e Calabria sono regioni che per certi versi si somigliano e, quindi, raramente un siciliano va in vacanza in Calabria, e viceversa. E quindi, in questi giorni, per me è tutta una scoperta: paesaggi meravigliosi, luoghi inaspettati in cui il cinema può trovare nuove forme, nuove suggestioni. Dove mi trovo io, soprattutto a Le Castella, il mare fa sentire il suo profumo e le persone sono di una gentilezza antica, sincera, profonda”.

La Calabria si conferma dunque set per il cinema di qualità, con grandi interpreti e una importante ricaduta sul territorio. Temi centrali emersi nella presentazione a Crotone, a cui hanno partecipato, gli attori Luigi Lo Cascio, Claudia Potenza e Riccardo Maiello, il regista, i produttori Lorenza e Luciano Stella di Mad Entertainment, Lucia Nicolai e Marcello Paolillo per Art of Panic e la Calabria Film Commission.

Sono 28 le maestranze calabresi impiegate nel film, per le 4 settimane di riprese, in diversi reparti: assistente alla regia, segretaria di edizione, actor coach, video assist, fonico, microfonista, elettricista, assistente arredatrice, aiuto attrezzista set, parrucchiere, assistente parrucchiere,  autista, ispettore di produzione.

Dal suo canto, il regista Beppe Tufarulo spiega: ”I protagonisti di questo film, Sauro Cantafame e Giocondo Infelice, si muovono in un Sud lunare, di frontiera, sospeso tra realtà e inverosimile. La Calabria, con i suoi paesaggi aspri, solitari e talvolta “fuori dal tempo”, è diventata lo sfondo ideale e simbolico per raccontare questo viaggio di iniziazione e di redenzione”. “Quella che abbiamo scelto per questo film – continua il regista – è una Calabria scarnificata, silenziosa o surreale che ha la capacità di evocare un altrove sospeso, fuori dal tempo e dallo spazio, finendo per acquisire toni quasi western.  In questo contesto – conclude Tufarulo – il paesaggio non è solo sfondo: con la sua bellezza arcaica diventa personaggio, diventa voce. Durante i sopralluoghi ci siamo avvicinati a questi luoghi con rispetto e curiosità ed è stata una continua scoperta che sta continuando anche durante le riprese”.

Il film è una produzione Mad Entertainment, Dude Originals e Art of Panic, in collaborazione con Rai Cinema, in coproduzione con Umedia e con Rosebud Entertainment Pictures, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission, con il contributo di Lazio Cinema International, di Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission e di Regione Campania e Film Commission Regione Campania, realizzato con il contributo del MIC – Dg Cinema e Audiovisivo.

Nel cast, accanto a Luigi Lo Cascio, Riccardo Maiello, Claudia Potenza, George Li, Massimiliano Rossi, Sasà Pelliccia, Carlo Acciardi.

Il soggetto e la sceneggiatura, vincitori del Premio Solinas, sono di Massimo De Angelis, a cui già si devono altri film come Il bene mio Mancino Naturale; direttore della fotografia è Johan Florez Rogriguez, la scenografia è di Ilaria Sadrun e i costumi di Maya Gili.

Sauro Cantafame (Luigi Lo Cascio) è un uomo solitario e con un drammatico passato. Il suo mestiere è particolare: su commissione “aggiusta” i morti, sino a montare nei loro corpi pulsanti cuori meccanici. Con la sua Apecar attraversa un Sud violento, lunare, di frontiera, tra la realtà e l’inverosimile. Sarà l’incontro con Giocondo, un ragazzo murato in sé stesso ma con un misterioso dono, a riportarlo alla vita e ai sentimenti, tanto da affrontare il rischio di sfidare la deità criminale di Vito la Scimmia che, in quel territorio alla fine del mondo, tutto comanda e dispone.

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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