L’Isola di S. Giulio e la sua leggenda

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Sembra un paradosso in questo periodo in cui siamo stati costretti a rimanere isolati per lungo tempo, desiderare di trascorrere una vacanza in un luogo di pace e silenzio.

Non sempre però si è propensi a stare in mezzo alla confusione, tra il frastuono della gente e il rumore assordante delle macchine.

Per questo, a volte, si preferisce scappare dalla città caotica per stare in mezzo alla natura, o in luoghi sacri sospesi tra cielo e natura alla ricerca di un ritiro spirituale.

Sulla costa del lago Orta, in provincia di Novara, vi è un’isola molto piccola, di appena 260 metri quadri, in cui è ubicato un Monastero di clausura delle “Monache Benedettine” nel quale vivono appena 70 Suore.

Essendo Monache di clausura, naturalmente non possono mostrarsi al pubblico e per questo motivo, per potere uscire dal convento hanno dei passaggi segreti per non essere viste.

Sull’isola vi si accede tramite una navetta oppure barche e motoscafi, e per chi ama visitarla, può godere anche di una guida turistica.

Coloro che desiderano essere ospiti al Monastero devono condividere tutte le loro attività abituali, dalla preghiera alla cena.

Oltre al convento, sull’isola troviamo un negozio di souvenirs ed un ristorante con una vista mozzafiato che possa permettere ai turisti un buon ristoro.

L’isola è molto movimentata soprattutto nei mesi estivi e nelle giornate in cui il tempo è mite, poichè non è facile raggiungerla nelle giornate di maltempo.

Sull’isola non vi sono altri negozi, soprattutto di generi alimentari, quindi è bene rifocillarsi di tutto, nella città di Orta.

Essendo un luogo isolato e di piccole dimensioni in cui erge solamente la Basilica di San Giulio, l’unico modo per rimanervi è dormire e chiedere ospitalità alle Suore di clausura del convento.

Ma da dove nasce questo Monastero e perchè prende l’omonimo nome di San Giulio?

In seguito al ritrovamento del corpo di San Giulio, una leggenda narra che questo Sacerdote greco, arrivando su lago d’Orta, nel vedere quest’isola abbandonata si sentì coinvolto, ma soprattutto affascinato e decise di costruirvi la sua centesima Chiesa.

Tutti si rifiutarono di accompagnarlo perchè l’isola era piena di serpenti, e lo avrebbero sicuramente avvelenato.

Ma lui non si perse d’animo e con insistenza, si fece lasciare sulle rive dell’isola.

Non appena vi mise piede, appoggiò il suo mantello sulle spalle e con il suo bastone da pellegrino riuscì ad avanzare pian piano, uccidendo tutti i serpenti che incontrava durante il tragitto, e grazie alla sua forza, riuscì a scacciare il male da quell’isola.

E’ una leggenda o tutto ciò è vero?

Tutto rimane un’enigma, ma di fatto esiste quest’isola che viene anche chiamata “Isola del silenzio” per la pace eterea che coinvolge chiunque vada a visitarla.

Grazia Bologna

Clikka sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente…

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