Lettera a mia madre

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Ciao Mà.

Volevo dire che l’altro giorno so stata troppo cruda,
ma chissà perché le cose che fanno tanto male
so quelle che se dicono prima.

Nonostante la nostra vita
perennemente in travaglio,
io ti devo ringraziare per avermi messo al mondo.

So che potrebbe sembrare un controsenso ora,
ma non lo è.

E’ che più passano i giorni
più la realtà si svela davanti ai miei occhi.

So che non tornerai, non perlomeno come siamo abituati noi qui.

E’ questo che mi apre un’altra visione di noi,
questo mi lega a te più col cuore che con la mente.

Quel cuore che ora curerai con me, dal male che ci siamo fatte.

Oggi che sono una donna oramai,
mi piaccio anche co tutte ste cicatrici che mi sfigurano il sorriso.

Da esse or nasce un sorriso più maturo e di più valore,
e se tu non m’avessi messa al mondo
nulla avrei potuto fare per le persone c’ho incontrato e che incontrerò
nel corso della mia esistenza terrena.

Grazie per avermi messo alla prova costantemente,
facendomi fare spesso domande esistenziali,
domande su chi ero e cosa ero venuta a fare su questo mondo e
in questo tempo.

Grazie per aver rafforzato in me la convinzione
di aver una missione molto più grande della quotidianità,
più grande delle banalità e dell’incoscienza di molti.

Grazie Mà, se non m’avessi messa a mondo
io non avrei potuto amare così tanto le persone ch’erano state amate a metà,
quelle appariscenti senza il sapore vero della vita.

Scusami se so stata dura, ma le ferite ce mettono tempo a passà,
a guarì, e poi le cicatrici sotto il sole se vedono molto bene.

M’impegnerò a dimenticà le cose brutte Mà, te lo prometto.

E… come cita una frase di Giovanni Falcone:
Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”,
farò in modo che ciò che ho consapevolizzato
con la nostra esperienza di vita,
resti impressa nel tempo e nello spazio.

A questo aspiro Mà, e
voglio capovolgere il tavolo come cita Martha Medeiros
in “Lentamente Muore”, voglio fare il possibile per essere felice
e lasciare la ricetta su carta nonostante i miei nei nella scrittura.

Grazie Mamma
per avermi fatta aprire a me stessa,
per avermi fatta essere la madre di me stessa,
quando cadevo e tu non mi vedevi ed ero costretta a rialzarmi senza piangere.

Credevo d’essere dura, d’essere insensibile
invece l’amore che porto dentro e tantissimo,
è indomabile, è indistruttibile.

I nostri contrasti l’anno reso sempre più voluminoso
più grande e più intenso.

Ti prometto d’essere coraggiosa nell’affrontare il domani,
e ti prometto che dovunque tu sarai,
ti sentirai orgogliosa finalmente di me.

E ti prometto anche,
che da oggi urlerò ancora più forte
per quelli come me e per quelli come te.

Affinchè l’umanità comprenda di quanto sia importante
l’umiltà, l’unione e la compassione.

Di quanto la gentilezza e la gratitudine siano l’essenza
del mondo migliore che tutti desideriamo;
griderò contro ogni forma di manipolazione
che impedisce alle persone di evolvere e migliorare.

Ciao Vagliò….

Non dimenticare mai che avrò sempre bisogno della mia mamma.
avrò sempre bisogno d’un Angelo speciale.

Di Stefano Umberta
(19-5-2021)

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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