Basta davvero poco, come una cartolin ritrovata per caso in un vecchio libro, ed ecco che riaffiorano i ricordi di un’estate indimenticabile.
I ricordi d’estate sono sempre quelli che poi, a distanza di tempo, quando li rivivi ti riempiono di dolcezza e nostalgia.
Ma non soltanto per i luoghi e le persone ma per quello che tu eri e non sei più.

Ripensando alle vecchie estati , vengono in mente tutte quelle sensazioni che concorrevano a farci sentire liberi. Il sole sulla pelle, l’odore del mare, le serate all’aria aperta ed in generale quell’ottimismo tipico dell’età, che ti faceva credere che davvero tutto poteva essere possibile.

E a volte bastano le note di una canzone per far saltare fuori i ricordi di una vecchia estate. Quel sottofondo musicale che accompagnava le emozioni di allora e che adesso, ripensandoci commuovono. Nell’estate del 1983 una canzone dominava nei juke box di tutti gli stabilimenti balneari della penisola, oggi questo fenomeno si chiamerebbe tormentone. La canzone era “Spiagge”, un classico di Renato Zero.

“Spiagge” descrive uno spaccato dell’Italia vacanziera che, tra muscoli e bikini, si lascia alle spalle un lungo anno di fatica e lavoro.
Parla di tutti quei piccoli e grandi giochi di seduzione che si scatenano sotto il sole, la spiaggia come un palcoscenico, un luogo dove mostrare se stessi, mettendo a nudo la propria anima oltre che i propri muscoli o i fisici perfetti. Il significato di questa canzone é molto profondo, invita alla speranza, tocca il tema della nostalgia riguardo i luoghi in cui hai trascorso parte della tua gioventù, piena di ricordi piacevoli e non, l’amore che può non sembrare durevole, l’estate dopo potrebbe rifiorire di nuovo.

Ognuno di noi porta bei ricordi con sé, dopo l’estate. Se li tiene dentro con cura e li riscopre per scaldarsi quando il freddo durante l’inverno diventa eccessivo.

Perché d’estate, è tutto più luminoso, è caldo e magico.
E c’è un profumo particolare. Che resta addosso sulla pelle, come il sale del mare che rimane appiccicato tra i capelli. Rimane il ricordo di quel passeggiare leggeri e felici tra le strade illuminate dal sole, con un gelato che si scioglie in mano. O il ricordo della prima sigaretta fumata per gioco con l’amica del cuore, nascoste dietro una piccola barca in spiaggia.
Era questa allora la felicità e la si avvertiva nelle piccole cose.

È bello ricordare le estati di allora. Risentirne gli odori, il profumo . Come l’odore del pomodoro maturo che veniva lavorato dalla nonna durante la preparazione delle conserve, la ricerca delle conchiglie più belle, le pietre a forma di cuore. Ricordi molto comuni che però diventano più preziosi quanto più lontani nel tempo.
Ma i ricordi possono essere anche tristi. Una conoscenza estiva che avrebbe potuto essere qualcosa di più ma che non è stata. Una spiaggia vissuta per anni con qualcuno che adesso non è più con te, amici davanti ad un falò dei quali non sai più nulla.
I ricordi d’estate probabilmente sono quelli più vividi nella vita di ognuno di noi.
Quei ricordi ci parlano attraverso una fotografia, un profumo, un accordo musicale, un paesaggio. Ci scompigliano i pensieri come una tiepida brezza estiva.

Tutti i ricordi, sono legati ad attimi di vita vissuta con amore…

Angela Amendola

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