Leonardo a Milano

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quarta parte

D’altronde Leonardo, benché spesso fosse esasperato dai violi compiti che gli venivano assegnati, non si rifiutò mai di compiacere il duca che gli assicurava un buon appannaggio, una vita piena di successi e plausi, un larghissimo campo d’indagine e soprattutto, gli mostrava una grande ammirazione personale, tanto è vero che nel 1500, quando dovrà abbandonare il Ducato per sfuggire ai francesi, sarà fatto prigioniero mentre si attarda a raccogliere le opere di Leonardo. Tutti gli scritti di Leonardo sono in volgare (annotazioni,m scoperte, appunti) e su questo tema mi voglio soffermare un momento, per mettere in evidenza una singolarità dell’artista: il suo amore per il volgare e la sua frammentaria conoscenza del latino, a cui cercò di sopperire con uno studio personale, anche se non riuscì mai a raggiungere una vera familiarità con questa lingua. Tutti gli uomini di lettere e di scienza del suo tempo, conoscevano il latino, come del resto anche il suo protettore, il Moro.  Leonardo, per sopperire a questa lacuna tradusse alcuni libri e si formò una biblioteca personale. Utilizzò la biblioteche lombarde, che possedevano importanti testi non monastici e i fondi dell’università di Pavia. La necessità di conoscere la lingua, gli veniva dal fatto che tutti, o quasi, i testi antichi delle diverse scienze erano in latino. Non esisteva una traduzione in volgare del sapere scientifico, né questa nuova lingua era ritenuta capace di esprimere compiutamente, per ciò che riguardasse termini e concetti, le cognizioni della scienza. Toccherà ancora una volta a Leonardo, consacrare il volgare per l’esperizione scientifica, grazie all’uso costante che egli ne fece, con quell’originalissimo metodo speculare che rende la lingua difficoltosa alla lettura, perciò stesso, preclusa agli ignoranti.

Leopardo vissuto a cavallo tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, in un’epoca che poneva come centro vitale di ogni interesse, l’uomo,  come unità di misura, “copula mundi”, microcosmo. Per ciò che riguarda l’importanza data all’uomo, credo che Leonardo non abbia tradito il periodo in cui è vissuto, anzi sia andato oltre nell’esaltazione dell’uomo e del suo campo d’indagine e, nell’attuazione di un reale progresso scientifico capace di agevolare la stessa opera umana.

Leonardo ha combattuto più di ogni altro la battaglia contro i residui di una mentalità medioevale, ancora presente nel suo tempo, in quanto precursore ed iniziatore di una moderna metodologia scientifica e filosofica, che all’immagine del filosofo immobile, collocato al centro dell’universo, contrappone quella dello scienziato che osserva, sperimenta e prova mille volte la deduzione empirica delle leggi. leonardo deride la scienza confusa e superstiziosa di maghi, astrologi e teologi del suo tempo, che discutono vanamente sulle “idee”, mentre afferma la superiorità delle scienze “meccaniche” per la loror connessione con il mondo reale e con le esigenze della vita pratica.

Leonardo era dunque, un essere proiettato verso il futuro, capace di accettare il “nuovo”, sprezzante del plauso della massa dei “dotti” e dei pedanti, sempre pronti a vantare l’ampiezza ed il peso della loro erudizione. Di fronte ad essi, egli si vantava di essere “omo sanza lettere”, ma anche “inventore e scopritore” che si pone a tu per tu con la natura e ne accoglie in forma diretta il fondamentale insegnamento.

Amante del “nuovo” dunque, ma anche uomo dai gusti semplici, che apprezzava la semplicità nell’abbigliamento e nei costumi di vita: è forse solo questo l’unico appunto che egli potè fare alla corte milanese, con lui così prodiga di consensi e di onori. La moda del ducato infatti, quando vi giunse Leonardo, era diversa da quella fiorentina (caratterizzata da una semplicità ascetica, da una linea morbida e sobria), più lussuosa, ricercata, ricca di particolari festosi, anche perché Milano, già perla del gotico internazionale, centro d’incontro della vita europea, conservava una moda con residua tendenza gotica (scollatura a V, accenno di coda nelle vesti, acconciature elaborate e fisse).

Leonardo giunse a rifiutare di dipingere donne la cui bellezza fosse contraria al suo ideale e molto probabilmente fra queste, vi fu Beatrice d’Este, la sposa del Moro. Al di fuori del suo ideale femminile, poteva essere “La Dama dell’Ermellino”, ritratto attribuito a Leonardo. Più vicina ad esso “La Belle Ferronnière”. L’ideale femminile di Leonardo andava oltre la bellezza fisica, fine a se stessa. Una bellezza , quella leonardesca, spirituale, intima purificata da dolci sentimenti interiori, fatta di semplicità, di finezza di gesti, di naturalezza. Egli preferiva le acconciature femminili mosse e scompigliate dal vento o elaborate con piccole trecce, prive delle rigide decorazioni, usate dalle donne lombarde.

Dunque Leonardo fu pure stilista e scenografo della corte sforzesca, in occasione di feste indette dal Moro, per il suo matrimonio con Beatrice, feste per le quali, egli disegnò vestiti ed acconciature ed allestì un grande scenario fiabesco nel castello sforzesco. Per il matrimonio del Duca diresse anche i lavori di restauro della sala della Balla e tra le molteplici attrazioni di quella festa, ci furono anche i primi rudimentali fuochi d’artificio. La corte degli Sforza era dunque una corte di donne belle e lussuose, che Leonardo non apprezzò mai, tutto teso alla ricerca di quella bellezza ideale che egli trovò e consacrò all’arte nel ritratto di “Monna Lisa”, una donna fiorentina, sposa di Ser Francesco del Giocondo. Non tutti i critici d’arte furono concordi nel riconoscere l’identità di questo enigmatico personaggio ma a noi, per giudicare della sua “Bellezza”, non interessa capire chi sia o cosa nasconda dietro quell’ambiguo sguardo.. in quel “Mirar profonde t sombre”, come la definì il poeta C. Baudelaire, interpretando con queste parole, il fascino sottile e malinconico dell’immagine, Leonardo raggiunse la fusione assoluta e perfetta della figura nel meraviglioso paesaggio di rocce, la cui vastità geologica, riflette l’appassionato studio leonardesco della natura.

continua

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