L’attacco dei giganti (進撃の巨人 Shingeki no kyojin) è un manga di genere dark fantasy/post apocalittico, scritto e disegnato da Hajime Isayama e serializzato in Giappone sulla rivista Bessatsu Shōnen Magazine di Kōdansha da settembre 2009.

È stato tra i 13 manga a ricevere una nomination per il premio Manga Taishō nel 2011 e ha vinto il Premio Kodansha per i manga nella categoria miglior manga per ragazzi.

Dall’opera, che ha ottenuto un successo immediato, è stata realizzata la serie anime prodotta da Wit Studio. Sono stati inoltre creati dei film riassuntivi per il cinema, una live action e dei videogiochi.

In un mondo alternativo l’umanità è stata decimata dai giganti, creature di svariati metri, fisicamente simili all’uomo e dall’intelligenza limitata. Essi non sembrano necessitare di cibo per vivere, ma attaccano gli umani e ingoiano i loro corpi. Così, da più di mille anni, la popolazione si è rifugiata all’interno di tre cinte murarie: il Wall Maria (più esterno), il Wall Rose (centrale) e il Wall Sina (il più interno).

Nell’anno 845 il gigante colossale, alto circa sessanta metri, apre una breccia fra le mura del Wall Maria, mentre il gigante corazzato la sfonda con un colpo: gli abitanti del distretto di Shiganshina, quindi, sono costretti a rifugiarsi nel Wall Rose. A causa di questo improvviso attacco, però, un terzo del territorio è andato perduto, così come gran parte della popolazione che viveva lì.

Subito dopo l’assalto, il gigante colossale e quello corazzato spariscono misteriosamente dopo avere spianato la strada ai loro simili.

Fra i superstiti vi sono i tre protagonisti: Eren Jaeger, Mikasa Ackerman e Armin Arlert. Nel giorno dell’irruzione dei giganti, Eren perde sua madre, brutalmente divorata davanti ai suoi occhi: ciò contribuisce a far crescere nel ragazzo, impulsivo di per sé, un forte odio nei confronti di quegli esseri, che desidera sterminare tutti. Mikasa, invece, è un’orfana che dopo la perdita dei suoi genitori ha vissuto sotto l’ala protettiva della famiglia Jaeger, ma quel giorno — così come Armin, il miglior amico di Eren — anche lei perde ogni cosa. Dopo cinque anni i tre sono ormai cresciuti e sono entrati a far parte del “Corpo di ricerca”, una branca dell’esercito che si occupa di studiare i giganti ed esplorare il mondo al di fuori delle mura. Per i tre ragazzi e le altre reclute ha così inizio una vita dedita al sacrificio, offrendo i loro cuori, la loro vita e la propria anima alla battaglia per la salvezza dell’umanità; nonostante la libertà (ormai solo raggiungibile attraverso lotte, dolore e tragedie avvolte dal mistero) sembri purtroppo una meta fin troppo lontana.

“Combatti, per questa libertà sono pronto a sacrificare tutto! Non ha importanza quanto questo mondo possa sembrarti orribile, non ha importanza quanto questo mondo sia crudele: combatti!”

“Questo mondo è estremamente crudele… ma anche bellissimo”

L’attacco dei giganti è un anime avvincente, un capolavoro veramente appassionante (e uno dei miei preferiti!): la grafica è migliorata di stagione in stagione e la storia prosegue in maniera inaspettata, ricca di battaglie e suspense.

Notevole è inoltre la caratterizzazione dei personaggi, sia principali che secondari, ognuno con uno spessore non indifferente nel corso della narrazione. Le opening (sigle di apertura) e le musiche realizzate da vari artisti giapponesi molto conosciuti (come i Linked Horizon e Hiroyuki Sawano) sono impeccabili, profonde. Per quanto riguarda il manga, i disegni dei primi capitoli lasciano un po’ a desiderare, ma di anno in anno Isayama ha raggiunto livelli nettamente superiori, e aspettare un mese per l’uscita del capitolo successivo diventa quasi impossibile! Il bello di questa storia è che tutto è imprevedibile e nulla va come si pensa; inoltre non bisogna tralasciare neanche un singolo dettaglio o un particolare, perché ogni piccola cosa è importante.

Immedesimarsi nei personaggi è un qualcosa che riesce facilmente grazie al contesto, al tragico e drammatico passato di ciascuno (ognuno con una storia diversa da raccontare), costretti a vivere in un mondo in cui la libertà è, purtroppo, inesistente. Questo concetto, ovvero la libertà, è ripreso spesso all’interno dell’opera: si può dire infatti che tutto gira attorno ad essa, un sogno da conquistare col coraggio e con la forza.

In conclusione Isayama, grazie alla sua capacità di aggiungere tocchi realisticamente macabri ovunque, è riuscito a creare un mondo ricco di intrighi, in cui un mistero tira l’altro (ha preso inoltre ispirazione soprattutto dalla mitologia nordica) e dove nessuno potrà mai e poi mai sentirsi veramente al sicuro.

Ps. Oggi è il compleanno di Eren!

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