La stazione delle spose dimenticate

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Ci sono artisti che non sono molto conosciuti ma sono bravissimi.

Tra questi, annovero il pittore surrealista russo Stanislav Plutenko.

Ho visto un suo quadro in un programma che seguo da diverso tempo, quadro davvero particolare anche per il significato che ha.

Il titolo del quadro è: La stazione delle spose dimenticate.

La tela è stata dipinta nel 2015.

In primo piano vediamo ritratte delle donne in attesa, ben vestite , eleganti, bellissime.

Donne in attesa di non sappiamo chi, o cosa. I treni fermi, o in arrivo, sono sospesi su rotaie nel vuoto. Loro sono lì, in attesa di partire o di una persona cara che arriva.

E pensano, e aspettano…

Forse di cambiare il loro futuro aspettando un uomo o di cambiarlo raggiungendolo.

Aspettano invano o forse no, il treno corre su rotaie che non hanno fondamenta come tanti rapporti amorosi.

Amori basati su illusioni, menzogne, omissioni, mancanze.

Ma il quadro si può rapportare anche a quello che succedeva negli anni passati alle donne che partivano per andare a sposarsi con uomini che neanche conoscevano.

Basta pensare al film con Alberto Sordi e Claudia Cardinale :Bello giovane emigrato…

Io credo di aver scritto più volte del fascino che hanno su di me le stazioni, gli aeroporti.

Tutti quei luoghi dove le persone vanno e vengono.

Sono dei luoghi sospesi, di passaggio, che non sono casa, ma sono quei luoghi che lì, a casa possono riportarci.

Luoghi di addii, di saluti, di treni che frenano e di altri che corrono forte.

Sono luoghi fatti di addii lunghissimi, dolorosi e di saluti veloci.

Ho visto famiglie salutarsi con uno sguardo. Invece, ho visto amori parlarsi per alleggerire con le parole ogni chilometro che li avrebbe divisi. Ho visto amanti guardarsi intensamente prima del fischio del treno da riuscire a scambiarsi l’anima e, con uno sguardo dare il proprio colore dell’iride all’altro.

Quante cose belle si possono vedere nelle stazioni.

Vi abbiamo tutti preso freddo nelle stazioni, in attesa di un treno da prendere o da aspettare che porti qualcuno.

Che poi, non si aspettano mai i treni, si aspettano le persone.

Noi siamo disposti ai ritardi di ore, ai posti scomodi, alle ore seduti, ai vagoni pieni di gente che parla troppo, alle rotaie che fanno certe volte un rumore assordante… Siamo disposti a tutto per un abbraccio e un ritorno.

Insomma, le stazioni mi ricordano l’amore…

Il mio arrivo nella città di N.

È avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
È scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
Ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

È avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

Wisława Szymborska

Wisława Szymborska è stata una poetessa e saggista polacca. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni.

Angela Amendola 

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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