La ragazza e il vecchio orologio

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C’era una volta un vecchio orologio a pendolo, nascosto in un angolo polveroso di un’antica casa di campagna. L’orologio, una volta magnifico e imponente, era ora logoro e trascurato, con le mani tremolanti e un tintinnio doloroso che si sentiva ogni volta che si muoveva.

L’orologio era stato dimenticato per anni, poiché nessuno aveva più tempo per occuparsene e mantenerlo in buono stato. Guardando fuori dalla finestra, l’orologio vedeva gli alberi che crescevano selvaggiamente nel cortile, il sole che sorgeva e tramontava ma lui non poteva più segnare il tempo correttamente. Si sentiva inutile e triste, poiché la sua unica ragione di esistere era stata dimenticata.

Le giornate in solitudine sembravano non avere fine per l’orologio. Si sentiva abbandonato e desiderava di essere di nuovo ammirato e apprezzato. Un giorno, però, una giovane ragazza entrò nella casa, attratta dal fascino del vecchio orologio. Mentre si avvicinava, sentì il suo ticchettio malandato e i suoi lamenti e decise di prenderlo in mano.

La ragazza portò via l’orologio e iniziò a dedicargli del tempo e cure. Pulì delicatamente l’orologio, lo lubrificò e lo sistemò in una zona centrale della casa. Ogni giorno, si fermava per ascoltare il suo ticchettio e passare del tempo con lui. Stabilirono un legame e l’orologio iniziò a riaccendere la sua antica anima.

Con il passare del tempo, l’orologio iniziò a riprendersi, le sue mani non tremolavano più e il suo suono tornò ad essere melodioso. Finalmente, l’orologio si sentiva di nuovo utile e amato. E da quel momento in poi, il vecchio orologio e la ragazza trascorrevano il tempo insieme, condividendo la bellezza di segnare il passare del tempo e ricordando a entrambi che anche le cose trascurate possono avere un’anima in attesa di essere riscoperta.

Angela Amendola

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