Cos’è una goccia? Una lacrima? Una stilla di mare? Un frammento di sacralità all’interno di una chiesa?

LA GOCCIA

Di pioggia, di mare,
di vino sull’altare,
d’inchiostro o di rugiada,
sperduta in una rada.

Di sangue, di fonte,
tra i solchi della fronte,
di miele o di sudore,
su tela, di colore.

Acerrima e lasciva,
silente sulla riva,
avvinta ad una roccia,
cos’altro è mai una goccia?

L’ho vista, d’improvviso,
salir dal cuore al viso,
carezza germogliata
sull’ iride inondata.

Di lacrima ha il sapore,
rivanga un grande amore,
si abbarbica, si blocca,
ai lati della bocca.

La mia esistenza arranca,
so già quel che mi manca,
fremendo per l’attesa
annullo ogni difesa.

È vero, amore, ho pianto
ma non poi così tanto,
senz’anima complessa
io non sarei me stessa.

Tratta dalla raccolta “Aliti inversi” di Maria Cristina Adragna

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Maria Cristina Adragna
Siciliana, nasco a Palermo e risiedo ad Alcamo. Nel 2002 conseguo la Maturità Classica e nel 2007 mi laureo in Psicologia presso l'Università di Palermo. Lavoro per diverso tempo presso centri per minori a rischio in qualità di componente dell'equipe psicopedagogica e sperimento l'insegnamento presso istituti di formazione per operatori di comunità. Da sempre mi dedico alla scrittura, imprescindibile esigenza di tutta una vita. Nel 2018 pubblico la mia prima raccolta di liriche dal titolo "Aliti inversi" e nel 2019 offro un contributo all'interno del volume "Donna sacra di Sicilia", con una poesia dal titolo "La Baronessa di Carini" e un articolo, scritti interamente in lingua siciliana. Amo anche la recitazione. Mi piace definire la poesia come "summa imprescindibile ed inscindibile di vissuti significativi e di emozioni graffianti, scaturente da un processo di attenta ricerca e di introspezione". Sono Socia di Accademia Edizioni ed Eventi e Blogger di SCREPmagazine.

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