Kirk Douglas se n’è andato: Spartacus ha gettato le armi a “soli” 103 anni, dopo una gloriosa e intensa vita che lo ha portato a diventare una delle stelle più grandi del firmamento cinematografico.

Il figlio Michael, anche lui  grande attore, lo ha comunicato ieri, dicendo addio alla star amata da tutto il mondo ma che per lui era solo ” il suo papà”.

Anche la moglie Ann gli era accanto, come sempre ormai,  compagna fedele che ” gli aveva salvato la vita” in vari momenti importanti.

Un grande amore quello della coppia, un legame saldo e fermo, resistente agli umori instabili, al tempo e al clima di Hollywood, non certo favorevole ai matrimoni longevi.

Un un uomo saldo e forte interiormente Douglas, che Spielberg, suo grande amico, definiva ” dotato di un coraggio e una saggezza” tali da ispirarlo per tutta la vita.

Sincero e senza peli sulla lingua, non incline a seguire le ” regole di Hollywood” e la cattiveria di quel mondo dorato, diceva sempre quale fosse il suo pensiero, senza preoccuparsi di risultare impopolare e proprio per questa sua libertà interiore ricevette la Medaglia della Libertà.

Nel 1955 legge il romanzo di Howard Fost su un gladiatore romano, Spartacus; subito affascinato dal personaggio decide di interpretarlo. A dirigerlo sarà il genio di Stanley Kubrick e a sceneggiarlo Douglas coraggiosamente vuole Dalton Trumbo, che era stato in prigione durante il maccartismo. Il film uscì nel 1960 con grande successo, confermando il valore di Douglas già celebre all’epoca per altre pellicole : da Champion di Vincent Minnelli ( 1949), per cui ebbe la sua prima nomination agli Oscar, a L’asso nella manica di Billy Wilder ( 1951), da Ulisse di Camerini ( 1954) a Sfida all Ok Corral di Sturges ( 1957),o  Il brutto e il bello.

L’oscar non lo prese mai ma nel 1966 lo riceve alla carriera, con il figlio accanto, commosso.

Negli ultimi anni era rimasto attivo politicamente con tante cause umanitarie e, dopo un intenso viaggio al muro del pianto, si era avvicinato al popolo ebraico diventando parte della loro comunità.

Ora Ulisse ha terminato anche il suo viaggio più importante;  tra sirene e vane tentazioni, canti celebrativi e momenti di buio, Kirk è rimasto sempre un ibrido in fondo, un uomo che si è trovato spesso come un soldato nell’arena di Hollywood, “spirito libero” che, tra passione e ragione ha combattuto ieri la sua ultima gloriosa battaglia.

Sandra Orlando 

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