Intervista con lo chef Mariano Milicia

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Siete amanti del buon cibo? Siete delle buone forchette?

Oggi vi farò conoscere un ragazzo, uno chef, un ragazzo che grazie alla sua fantasia crea dei piatti stupendi alla vista e gustosissimi.

Lui è Mariano Milicia, nato a Messina il 10 settembre 1992. 

La sua voglia di mettersi in gioco gli ha permesso di lavorare in vari ristoranti dell’Italia, come Milano Marittima, Pistoia, Tropea, Belmonte Calabro, Pizzo Calabro, Taormina, Castelmola, ma ha comunque deciso di tornare al momento nella sua città natale, dove attualmente lavora al ristorante Sacha, sito in Via Nicola Fabrizi n. 15, che ha ricevuto un riconoscimento dell’eccellenze italiane.

1. Ciao Mariano, grazie per aver accettato l’intervista. Inizio col chiederti cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di chef?

Ciao Giulia e grazie a te per l’opportunità. Da piccolo guardavo sempre mia nonna cucinare, mi inginocchiavo su una sedia e la aiutavo. Lei dava i comandi ed io eseguivo. Ho acquisito da lei questa passione.

2. Questa passione è dentro di te sin da bambino o è maturata in età adulta?

Quando si è piccoli spesso non si ha chiaro ciò che si vuole davvero, si è affascinati da tante cose, troppe. Però tutte le volte che avevo davanti una cucina e vedevo preparare il cibo ai miei genitori dentro di me scattava qualcosa, ero come stregato, non riuscivo a distogliere gli occhi da ciò che avevo davanti. Diciamo che non l’ho capito in modo immediato, ma non troppo tardi per iniziare da giovane questo percorso.

3. Immagino tu abbia frequentato una scuola di cucina. Quali credenziali hai guadagnato grazie ai tuoi studi culinari?

Si, ho frequentato l’I.I.S. alberghiero Antonello a Messina, e finita la scuola ho proseguito con corsi di cucina, stage e master, dai quali ho imparato molto riguardo la stagionalità dei prodotti e l’importanza della loro freschezza aiutando e appoggiandomi ai piccoli coltivatori/allevatori per una maggiore qualità e genuinità.

4. Ami lavorare in squadra o preferisci gestire tutto da solo?

Amo lavorare in squadra. Condividere il proprio lavoro con altra gente che lo ama quanto te, condividere idee, fantasia aiuta a rendere tutto più rilassante e fluido, nonostante ami lavorare anche da solo, quando mi ritrovo con la mia cucina scatta quella scintilla che mi fa capire quanto io abbia fatto la scelta migliore della mia vita.

5. Ti sei mai trovato in una situazione difficile nei primi anni del tuo percorso? Se sì, raccontami come l’hai gestita.

Diciamo che ci si trova spesso in difficoltà, sono sempre in missione… ma riallacciandomi alla domanda prima, lavorare in squadra, avere un team ben solido, attenua le tensioni e si arriva più facilmente alla soluzione. L’esperienza più difficile che ho affrontato è stata dover gestire un servizio serale da solo in mancanza dello chef , assente per un malore improvviso. Non ti nego sia stata un’esperienza faticosa dove sono stato messo alla prova . Ma ce l’ho fatta.

6. Hai viaggiato molto per imparare al meglio il tuo mestiere e per portare il tuo tocco in altri luoghi, ma da qualche anno sei tornato nella tua città natale. Sei pentito di questa scelta? Saresti disposto a spostarti nuovamente?

No, non sono pentito assolutamente di essere tornato a Messina. Viaggiare, visitare nuovi posti, cibi, persone è senza dubbio un’esperienza che arricchisce interiormente e aumenta le tue capacità, ma credo molto nella mia città, nelle sue potenzialità e so che potrebbe offrire tanto, più di molti altri posti. Ecco perché sono tornato, oltre che per gli affetti più cari, per portare innovazione, per mettere in pratica ciò che mi hanno insegnato altrove e aggiungerci la mia intraprendenza. Sarei disposto a spostarmi nuovamente,  ma attualmente non è una priorità.

7. Qual è il tuo piatto forte?

La mia fantastica zuppetta di cipolle,  palamita e funghi. Un piatto molto gustoso, semplice e super apprezzato dai clienti.

8. Dimmi un ingrediente che non deve mai mancare nelle tue ricette.

L’amore. Senza questo ingrediente niente avrebbe sapore.

9. Hai come punto di riferimento uno chef? Ti piacerebbe collaborare con qualcuno in particolare?

Uno chef di riferimento è David Muñoz, chef di Madrid, dal carattere estroverso, è pieno di idee stravolgenti e il suo modo di fare mi coinvolge così tanto che mi piacerebbe collaborare con lui.

10. In base alla risposta che hai appena dato, spiegami il perché.

Perché io amo essere diverso dagli altri. Amo creare piatti diversi dai sapori unici e stravaganti. Per questo mi ispira la sua cucina, è molto simile a me, al mio modo di essere e lavorare.

11. Qual è la tua cucina preferita? Quanti tipi di cucina diversi sai produrre?

La mia cucina preferita è quella tradizionale, di una volta. Ma rivisitandola.

Esistono diversi tipi di cucina come quella molecolare, innovativa, gourmet e io me la cavo abbastanza bene su ognuna.

12. Come nasce l’idea per un piatto nuovo?

Nasce in modo molto semplice. Casualmente mi ritrovo in cucina, i miei occhi si posano su alcuni ingredienti e la mia mente inizia ad elaborare un piatto non ancora creato.

13. La cucina è sempre in evoluzione. Cosa fai per rimanere sempre aggiornato sulle nuove tendenze?

Cerco di essere presente ai corsi di aggiornamento sulla cucina o tramite internet, guardando vari video, programmi dove spiegano e dimostrano le nuove tecniche e magari dei nuovi ingredienti e accoppiamenti che non conoscevo.

14. Come collaudi la qualità dei tuoi ingredienti?

Andare direttamente dal produttore di fiducia, il controllo va fatto direttamente sul posto e cucinando quel piatto da solo prima di portarlo al tavolo del cliente.

15. Descriviti in poche parole.

Estroverso, simpatico (a detta degli altri), lunatico e un amico fedele. 

16. Se non fossi diventato uno chef, quale altro mestiere avresti voluto fare?

Il cuoco. Non c’è altro mestiere che possa fare breccia nel mio cuore. La cucina è uno stile di vita, è amore, è totalità.

17. Preferisci realizzare piatti dolci o salati?

Decisamente amo più mangiare e preparare piatti salati. Nonostante ciò un piatto dolce trova sempre spazio nella mia cucina.

18. Il cibo che meno ti piace cucinare?

Non c’è niente che non mi piaccia cucinare. Posso però dirti che i piatti già conosciuti e più “banali” vengono in secondo piano, nonostante siano alla base di tutto.

19. C’è un piatto già esistente al mondo che avresti voluto creare tu?

Certo, mi sarebbe piaciuto creare il Cyberegg di Davide Scabin, una creazione nata mixando sapori come caviale, vodka, scalogno e la sua particolarità è il modo in cui va mangiato.

20. Se potessi aprire un tuo ristorante in qualsiasi parte del mondo, dove lo apriresti?

Vorrei aprire un mio ristorante a Messina. Essendo una città ricca di turismo avrei l’opportunità di far assaggiare le mie prelibatezze grazie all’aiuto delle risorse primarie che offre la mia meravigliosa regione.

21. Per chi ti piacerebbe cucinare?

Mi piacerebbe poter creare dei piatti da far assaporare ai migliori chef italiani, dall’antipasto al dolce.

22. Hai un sogno nel cassetto?

Si, continuare questo percorso affinché il sogno diventi realtà abbandonando il cassetto.

Grazie Mariano per esserti prestato a questa intervista e in bocca al lupo per tutto.

Vi lascio la foto con il riconoscimento italiano del ristorante dove lavora, il “Sacha”.

Link al suo profilo:

https://www.facebook.com/Mariano-Milicia-259131164844897/

Giulia Trio

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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