Intervista al Poeta Massimo Pezzoni

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A Libri, Arte e quant’altro arricchisca l’anima

L’ospite di oggi è il poeta, Massimo Pezzoni.

…Avrei voluto

Stringerti un giorno ancora madre,

Un giorno solo,

E poi… lasciarti andare.

Massimo Pezzoni

 

 

 

Oggi nel mio spazio ospito un poeta dalla spiccata sensibilità. Un animo sensibile che fin da bambino ha avvertito l’esigenza di distinguersi: “Avevo l’urgenza di trasferire su carta le immagini che nascevano nella mia mente…” E questa sua urgenza è trasmutata in versi nelle pagine delle sue due raccolte poetiche.  Un uomo legato alle sue origini, all’amore eterno che lega un figlio a una madre tanto da ispirare in lui molti dei suoi versi che ha poi raccolto nella sua nuova silloge. “Caffè, poesie e scelte sbagliate”. Manifestando l’amore per il ricordo che, tramite le sue liriche, alimenta giorno dopo giorno. Il suo animo nostalgico lo porta a comporre versi delicati in cui l’amore traspare e la malinconia si sprigiona nella sua totalità. “Le sue poesie accarezzano il mondo della spiritualità nell’amore e nella vita per poi giungere a liriche legate allo spirito femminile, alla dolcezza e tenerezza delle donne.”

“La mia compagna di scrittura è stata la nostalgia, nella quale mi crogiolo e mi ispiro per raccontare le emozioni belle della vita”. Queste sue parole spingono a riflettere su quanto lo stato d’animo possa influenzare i nostri scritti. Senza quel velato dolore, o chiamiamola malinconia, un poeta non potrebbe arrivare al lettore, se non lasciasse su quel foglio di carta un’impronta ben visibile del suo cuore…. Anche per lui sarà stato così?

Innanzitutto la ringrazio di essere qui, in una sua presentazione dice: “Fin da bambino mi sono accorto di avere una sensibilità diversa dai miei coetanei”, come è giunto a questa conclusione?

Buongiorno a lei, quando ero bambino ho spesso rifiutato di giocare con i miei coetanei poiché mi fermavo a contemplare piccoli particolari e dettagli nelle persone e nelle cose, ad esempio: un’anziana signora dai capelli raccolti e con indosso uno scialle grigio scuro che emanava profumo di naftalina e acqua di rose, oppure solo il vento che spingeva una foglia secca in autunno. 

Quali sono le prime poesie lette che le hanno lasciato il bisogno di scrivere?

Rimasi piacevolmente colpito dalla poesia di Jacques Prévert, Fiesta.

 C’è un poeta a cui si ispira?

Sono tre i poeti a cui mi sento più legato, Pavese, Pasolini, e Bukowski. 

Scrive liriche legate alla spiritualità nell’ amore e nella vita. Come percepisce la spiritualità nell’amore?

L’amore vero e l’assoluta mancanza di Egoismo verso la persona amata.

L’Aforista Raul Aceves sulla poesia dice: “La poesia abita misteriosamente nelle parole, come l’anima dentro il corpo.” Una sua considerazione.

Credo che le parole di un poeta vengano direttamente dall’anima.

La figura femminile è sempre stata una grande fonte di ispirazione per i poeti nel tempo, i suoi primi versi scritti e dedicati ad una donna le va di regalarceli?

 

Sorridevi, e il sole era caldo 

Mi guardavi con i tuoi 15 anni

 di lucida labbra e maglioni leggeri. 

E verso l’imbrunire capii 

che non avrei amato

più nessuna donna così tanto.

“Gli sguardi, la neve, la macchina da scrivere” è la sua prima raccolta poetica, cosa ha provato quando per la prima volta l’ha potuta sfogliare?

Ho provato una grande soddisfazione: erano trent’anni anni che aspettavo di pubblicare un libro!

Nella sua seconda silloge “Caffè, poesie e scelte sbagliate” dice: “Il fil rouge che lega i miei lavori raccolti in questa mia opera è il mio omaggio alle donne della mia vita. Donne che in virtù della loro sensibilità mi hanno lasciato qualcosa nel mio intimo”.  Tra tutte mi soffermo sulla sua amata mamma, scomparsa anni fa, se potesse viaggiare nel tempo e incontrala cosa le direbbe che forse non le hai mai detto?

Ciao, Mamma, ti chiedo scusa per non averti mai chiesto se era questa la vita che volevi e se fossi felice…

Il poeta Rubèn Dariò disse: “Senza donna, la vita è pura prosa”. è così?

Vero, ma aggiungerei che la donna è la scintilla che dà la vita, il sentimento, il desiderio, il portale che ci lega a Dio.

Progetti futuri?

Sto lavorando a diversi eventi culturali, mi piacerebbe fare un docu/film sul mio libro…e poi naturalmente in progetto c’è il mio nuovo libro. 

Se dovesse definirsi in una sola parola quale sarebbe e perché?

Innovativo, perché in tutto quello che faccio cerco di essere diverso dalla massa.

E giungo alla mia ultima domanda, tornando alla considerazione iniziale ti chiedo: quanto ha influito il dolore nella stesura delle tue opere. Un poeta può scrivere senza avere il cuore velato di malinconia? Senza lasciare un’impronta del tuo cuore?

Per scrivere, un poeta deve vivere situazioni che emotivamente l’hanno scosso, come riporta il titolo del mio libro, le mie scelte sbagliate sono le mie più belle poesie.

Ringraziando Massimo Pezzoni per il tempo dedicatomi, vi lascio il Link dove troverete le sue opere.

GLI SGUARDI E LA NEVE , LA MACCHINA DA SCRIVERE

CAFFÈ, POESIE E SCELTE SBAGLIATE

intervista a cura di Monica Pasero

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Mi chiamo Monica Pasero, sono nata nei primi anni '70. Nella scrittura ho trovato la mia dimensione, il mio portale, un luogo dove ripararmi da una vita non sempre facile… Nei miei libri racconto un mondo nuovo dove l’amore è il protagonista, dove lo spirito e il sogno sono le grandi forze che lo governano. In questi ultimi 14 anni sono nate 17 pubblicazioni, a oggi non tutte disponibili. Negli anni ho avuto esperienze nel mondo editoriale lavorando per alcune Case Editrici. Sono stata curatrice di diverse uscite letterarie ed editoriali e ho collaborato con i miei testi per due cataloghi d’arte. Le mie prefazioni si trovano in diversi libri e antologie. Mi occupo da anni di recensioni, dove riporto alla luce la parte più emozionale della narrazione, analizzandone in primis il contenuto. Amo “Libri, Arte e quant’altro arricchisca l’Anima.”

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