Il vero senso dell’amicizia riscoperto con il libro “Amiciziare” di Orlando Limone

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Giovedì sera Valerio Cascella ha aperto il portone del suo bel ” Palazzo Cascella” alla presentazione del libro ” Amiciziare” di Orlando Limone.

Questa volta il palazzo era animato dall’allegro vociare di molti ragazzi, cosa che non era mai capitato.
Cosa portava i giovani alla presentazione di un libro?

Mi è bastato poco per capirlo; il libro del Professore Limone trattava di un’argomento molto caro ai ragazzi: l’amicizia.

Già dal titolo del piccolo libro sono stata un poco interdetta e mi sono fatta due domande molto semplici:Esiste il termine Amicizie? Cos’è davvero l’amicizia?”

Si considera amico il compagno di scuola, l’amico d’infanzia, l’amico virtuale, la persona che incontri ogni giorno sul pullman per andare a lavoro…

Da ragazza non era cosi.

Facevo distinzione tra amici e “amici del cuore“, che contavo sulle dita di una mano, dei quali mi fidavo e con i quali mi confidavo.

Questi erano i ” VERI AMICI”, gli amici di una vita, quelli che erano cresciuti con me.

Oltre agli Amici (con la cosiddetta “A maiuscola”) c’erano i compagni di scuola, che frequentavo nell’ambito scolastico e magari per farci dopo i compiti assieme, gli amici del sabato sera, con cui passavo serate spensierate quando andavo in piazza (anche se non era sabato sera) e i conoscenti, coloro che conoscevo di vista, di loro non sapevo nella, solo il loro nome.

Oggi, con il virtuale, le cose sono cambiate molto.

Ci troviamo a parlare, a confidarci con sconosciuti.

Con loro parliamo senza remore, liberamente, protetti da uno schermo che ci divide.
Tornando alla parola amicizia, oggi tutti ci definiamo amici, ma nessuno si fida di nessuno, ci avete fatto caso???

È importante, quindi, sapere che cosa significa quello che si dice, partendo dalla differenza fra gli aggettivi “amichevole” e “amicale”.

Le due parole condividono la medesima base, cioè ‘amico.

I suffissi ‘-ale’ ed ‘-evole’, sono aggettivi, ma sono proprio loro a veicolare sfumature differenti.

Il suffisso ‘-evole’ descrive un’attitudine, o spesso un’azione, agita o subita.

Una cosa piacevole dà piacere, una cosa onorevole è da onorare, il compassionevole è volto e intento alla compassione. Quindi l’amichevole agisce da amico. 

Il suffisso ‘-ale’, invece è più neutro, e non si porta dietro simili sfumature.

L’amicale descrive un’aggettivazione più strettamente vincolata al concetto di amico, e indica una qualità più intima e solida. Insomma, se l’amichevole si comporta da amico, l’amicale è amico, e c’è una bella differenza.

Se si ha un rapporto amichevole, vuol dire che fra noi ci comportiamo in maniera cordiale.
Se si ha un rapporto amicale, vuol dire che io e l’altra persona siamo amici, senza ulteriori dubbi, margini o sfumature. Un discorso amichevole può essere gradevole ma vederci completamente disinteressati; un discorso amicale è complice, e ci siamo dentro fino al collo.

È quindi il rapporto amicale che cerchiamo tutti?
È facile avere un rapporto amicale?
Cosa si deve fare per avere un rapporto amicale?

Queste sono domande a cui dovere dare una risposta prima di definire un rapporto amichevole o amicale. Ma soprattutto dobbiamo chiederci “di chi mi fido davvero? A chi confido un mio segreto? Con chi condividerei i miei dolori, sconfitte, paure?”

Queste domande sono state fatte ai ragazzi presenti.

La risposta è stata che non si fidano di nessuno, perché?

In fondo, se la nostra vita “corre alla velocità della luce” al punto che non osserviamo nulla, neanche chi ci cammina accanto, come pretendiamo di comprendere la piena condivisione di ciò che siamo con gli altri?

Queste sono le domande che il Professore Limone si è posto prima di scrivere il suo libro e le stesse domande le ha poste a noi tutti, domande che ci hanno fatto fermare a riflettere sul vero senso della vita.

Per il Professore Limone bisogna rallentare la nostra corsa quotidiana e guardarci un poco in torno, osservare in particolare le persone che ci circondano per riscoprire il vero senso della vita.

Vivere non è altro che l’arte di incontrarsi. Speriamo che i giorni da vivere ci diano se non la felicità, almeno la semplicità e concretezza di sani rapporti amicali.”.

Con queste parole, Orlando Limone ci ha salutato …

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