Il rito della “velatio”

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Si chiama “rito della velatio“. È un rito simbolico che si svolge in chiesa e consiste nell’imposizione del velo sugli sposi. È una pratica simbolica che riguardava inizialmente i primi matrimoni cristiani, anche se col tempo è stato adattato anche ai matrimoni misti e non solo.

Nella tradizione latina la celebrazione di un matrimonio aveva una sua precisa ritualità.

Bisognava imporre alla sposa un lungo velo di colore giallo-arancione, il flammeum e si soleva adoperare l’espressione “nubere“, coprire come una nube.

La tradizione non si è interrotta perché col tempo è solo mutato il colore del velo.

La “cerimonia della velazione” si verifica durante la benedizione degli sposi e si rivela un momento particolarmente toccante.

Accade che il Sacerdote invochi la discesa dello Spirito Santo affinché possa trasfigurare l’unione, sicché i due cuori si ritrovino abbracciati in una sola anima.

I genitori o i testimoni degli sposi tengono disteso sul capo dei nubendi un velo bianco leggerissimo, il cui tessuto è in genere di toulle o di organza, di forma rettangolare. Un tempo veniva ricamato nella parte centrale anche con fil d’oro, per cui si potevano leggere le iniziali degli sposi e la data del matrimonio.

Il velo simboleggia la discesa dello Spirito Santo mentre gli sposi si raccolgono in preghiera, avvolti dalla candida nuvola che assume il significato di presenza, benedizione e protezione divina.

È doveroso riportare alla memoria che per i cristiani la tenda è stata la prima abitazione“, per cui col velo si sottolineava il fatto che un nuovo nucleo familiare stava per iniziare il suo cammino.

È un rito molto suggestivo che arricchisce la cerimonia religiosa di momenti emozionanti e fa sí che si rivivano antiche tradizioni che fanno parte del nostro patrimonio culturale.

Piera Messinese

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Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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