Il ristoro di Perla e il cane Bartolo (Parte 2a)

160401

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…Gessica era davvero disperata, non riusciva a gestire il lavoro in maniera adeguata e, poco per volta, il suo atelier cominciò ad avere un calo non indifferente, al punto di doversi fare affiancare da qualcuno che potesse colmare i suoi vuoti.

Di Tancredi oramai non aveva più notizie, da tempo…

Disperatamente lo chiamava al cellulare senza avere mai riscontro, finchè, un giorno, ascoltando il notiziario locale, venne data notizia che il modello calabrese, Tancredi Franzè, era deceduto per overdose.

Il crollo totale!

Da quel momento, Gessica sentì il bisogno di ritirarsi in solitudine, quella solitudine che, nel tempo, la portò ad uno stato depressivo dal quale non riuscì più a riprendersi, malgrado fosse circondata da persone che le volessero bene.

Per un periodo molto lungo preferì non uscire più da casa e si rifiutò di vedere gente.

Anche la sua alimentazione fu poco equilibrata. Cominciò ad alternare momenti di bulimia a momenti di anoressia, e in breve tempo si ritrovò ad uno stato avanzato di depressione, che la indusse a pensare al suicidio.

Era un freddo mattino, fuori la neve cadeva ed era offuscata dalla cupa luce dell’alba.

I fiocchi si adagiavano al suolo, soffici e delicati, e Gessica si lasciava trasportare da quell’eterea pace.

Pensava a come sarebbe stato bello lasciarsi morire sotto quella coltre bianca.

Continuava a guardare i fiocchi di neve che cadevano fuori dalla finestra e il suo pensiero diveniva sempre più pressante, fino a tarda sera.

Era la vigilia di Natale; da lontano, si udiva il suono della cornamusa, a tratti, spezzato da musiche natalizie e il brulichio della gente.

Fu proprio in quell’attimo che decise di uscire!

Aveva voglia di vedere gente, ascoltare la musica e respirare l’aria natalizia.

Che strana!

Alternava momenti si, a momenti no…Eppure un tempo era così innamorata della vita che giammai avrebbe pensato di farla finita…

Per l’occasione decise di vestirsi di rosso, il colore che s’intona bene, al Natale.

Sopra al vestito aveva abbinato un cappotto di montone colorato, accompagnato da un cappellino e un foulard di seta color champagne…Davvero molto chic!

Dopo giorni e giorni di isolamento, uscire da casa le avrebbe sicuramente giovato…

…“Cammina, cammina a passo lento, in mezzo al frastuono delle macchine e delle moto.
Si odono le urla delle mamme che richiamano, a sé, i propri pargoli.
Qualcuno le si avvicina per corteggiarla, ma lei fulminea, cerca di svincolarsi….
Si sente molto confusa ed oppressa…Ed è per questo che decide di proseguire verso strade deserte, per ritrovare un pò di quiete”…

E’ notte fonda, il suo continuo camminare, senza meta, la porta sul lungo Tevere, e vecchi ricordi riaffiorarono alla sua mente.

Pensa alla prima volta in cui Tancredi e lei hanno amoreggiato, proprio lì, in quel luogo…

Ma d’improvviso, un’idea alquanto triste, balena alla sua mente…

Vuole gettarsi nel fiume per raggiungere il suo amato…

Sembra molto decisa!

Avanza il passo per lanciarsi, ma il suono di una sirena, che diventa sempre più incalzante, la raggiunge e la blocca, per tempo.

Proprio in quel momento il destino ha voluto che fosse di passaggio un’ambulanza, e i medici, molto solerti, si affrettano a soccorrerla evitando la tragedia.

Ella cerca di svincolarsi in tutti i modi, ma un uomo di bellissimo aspetto, dalle spalle larghe e robuste, con tutte le su forze la invita a salire sull’autoambulanza…

C O N T I N U A…

Grazia Bologna

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