Il Lago di Nemi

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Un passato colmo di storia, paesaggi meravigliosi, panorami da rimanere senza respiro e dolci fragoline, coltivate sulle sponde del lago, arricchite con panna o utilizzate per i dolci, da gustare nelle tipiche piazze.

A pochi chilometri da Roma, all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani, quasi al centro dei Colli Albani, si trova il suggestivo Lago di Nemi.

Questo lago, insieme al lago di Albano, chiamato anche Lago di Castel Gandolfo, fa parte del complesso del Vulcano Laziale, un vulcano attivo da più di 29.000 anni.

Il lago non ha approdi e neanche spiagge e i fitti boschi che lo circondano gli regalano, ancora oggi, un aspetto selvaggio e incontaminato.

Qui si possono fare passeggiate nella natura lungo gli itinerari che seguono le sue rive o salire al centro abitato di Nemi, circondati da panorami e paesaggi indimenticabili e bellissimi, come il borgo di Genzano di Roma, nel lato opposto.

Lungo le sponde del lago si possono scorgere le coltivazioni di fragoline tipiche di questa zona che crescono in modo spontaneo da millenni.

Una leggenda narra che siano state generate dal contatto delle lacrime di disperazione di Venere con il sangue di Adone, ucciso da Marte trasformatosi in cinghiale.

Annualmente ,verso i primi giorni di giugno, si svolge la Sagra delle Fragole con la sfilata delle “fragolare”, le ragazze vestite con il costume tradizionale, che attira nel borgo, adornato di fiori, numerosi turisti e tanti amanti di questo prelibato frutto.

Quest’anno, nel rispetto delle normative vigenti legate al Covid19, l’edizione della Sagra 2020 delle fragole di Nemi è stata virtuale per evitare gli assembramenti.

Nell’antichità il bosco del lago era considerato sacro.

Era dedicato al culto di Diana, dea della caccia e in suo onore, venne eretto un tempio, oggi sono rimaste solo poche rovine.

Nemi: Il nome deriva dal latino Nemus Dianae, bosco sacro a Diana.

Ci sono, oltre al tempio di Diana, moltissime testimonianze del passato romano di Nemi.
Il lago ospita una delle opere idrauliche più significative di tutto il Lazio, un emissario artificiale, che nel suo tratto sotterraneo, oggi visitabile, è lungo 1650 metri e passa sotto Genzano, costruito proprio in epoca romana per bonificare le sponde paludose e poter irrigare la sottostante valle di Ariccia.

Un’altra leggenda racconta che due gigantesche navi di epoca romana, cariche di forzieri di gioielli e tesori, giacevano sul fondo del lago.
Queste navi sarebbero state usate dall’imperatore Caligola come palazzi galleggianti per soggiornare in mezzo al lago o per simulare spettacoli di battaglie navali e poi alla sua morte, sarebbero state affondate dai nemici.

I pescatori, nello scorrere dei secoli, rinvennero moltissimi reperti provenienti dalle navi ma ogni tentativo di recupero fallì.
Ma finalmente nell’anno 1932, grazie ad imponenti lavori di svuotamento del bacino, le due grandissime navi, furono finalmente recuperate e sistemate nel Museo delle Navi Romane affacciato sul lago.

Un incendio al Museo nel 1944 distrusse le navi, che oggi ospita delle perfette riproduzioni.

Tra storia,leggenda e natura,il Lago di Nemi, un luogo fantastico da visitare.

IL BOSCO SACRO

Nell’assordante silenzio
nascosto tra le sponde
del placido lago
rovine di un tempio
a Diana ,dea della caccia,
innalzato.

Frutti rossi
piccoli,profumati
e gustosi
come dolci gemme
ad impreziosire
l’amenità del luogo.

Un silenzio fatto apposta
per pensare,
per pregare,
per osannare la Natura
e le sue bellezze.

Come una favola
antica e moderna.
Come un sogno
da vivere ad occhi aperti.

           Antonella Ariosto

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