Per leggere la puntata precedente fare click sulla FOTO

Il coraggio di Gaia (Parte 18a)

Al mattino seguente si svegliò tardi. Il sole era già alto e malgrado vi fosse caldo, la natura attorno, era morta.

Anche il cielo era cupo, di un grigiore che rattristava l’anima.

Uscendo fuori per le strade, si vedevano i bambini giocare  indisturbati,  di rado s’incontrava qualcuno che si dirigeva verso la fontana per riempire le bottiglie di acqua o qualcuno che andasse a fare visita alle famiglie che avevano perso i propri cari durante la guerra.

Da lontano una processione di gente stava dietro ad una bara bianca, ove giaceva un bambino che aveva perso la vita a causa di un epidemia ancora non del tutto debellata e che contagiava solo i piccoli.

Leonardo, ignaro che anche lui avesse un figlio, il piccolo Filippo nato dalla sua unione con la bellissima Gaia, guardava stupefatto lo scenario e si rammaricava per quanto la vita, a volte, fosse crudele.

Pensava ai suoi genitori e cercava di rammentare l’ultima volta che li aveva visti.

Voleva immortalare qualche loro ricordo e gli venne in mente, la scena del giorno del suo ultimo compleanno che festeggiò in villa, quando sua mamma, bellissima e raggiante, stava al fianco del suo babbo dall’aspetto austero e gradevole.

Fu proprio in quell’istante che d’improvviso ebbe la visone di Gaia, la dolce e splendida fanciulla che aveva infranto il suo cuore…

Ma che fine aveva fatto?

In quel momento gli prese l’angoscia ed un barlume di speranza che lei potesse essere viva, gli diede la forza di reagire.

Avrebbe voluto raggiungerla a casa, ma quel giorno non si sentiva abbastanza forte per affrontare ulteriori emozioni, così trascorse la giornata camminando su e giù per le scale, come uno zombie, visitando tutte le stanze del palazzo per ricercare qualcosa che gli ricordasse la sua famiglia.

Intanto coloro che avevano abitato la villa, in sua assenza, erano andati via, la mattina stessa.

Adesso gli rimaneva di rimettere a posto ogni cosa e rifarsi una nuova vita.

Al momento non aveva progetti ben definiti…Ma il desiderio di riprendere una vita normale ed aiutare la gente che aveva subito gravi danni a risollevarsi, sicuramente era una delle sue priorità…

C O N T I N U A…

Articolo precedenteIl colore degli occhi
Articolo successivoKant e il problema morale
Grazia Bologna
Mi chiamo Grazia Bologna e vivo a Palermo. Affascinata sin da piccola dallo scrivere, ho partecipato a vari concorsi di Poesie. Nell’ultimo - “Canti a lu Ventu” - dell’Aprile 2018, ho avuto un riconoscimento particolare con la mia Poesia “L’Attesa”. Imprendidtrice in attività di Call Center nel ruolo di “Guidance Counselor”, ho condotto trasmissioni televisive e radiofoniche in emittenti regionali private per trattare le varie problematiche legate alla famiglie. Da Marzo 2018 collaboro con “SCREPmagazine” curando la rubrica “Racconti di vita vissuta”.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui