Al calar della sera, quando ogni rumore si attutisce,
il silenzio lascia spazio alla riflessione e ogni mancanza si intensifica
evocando un senso di nostalgia…

Mi accarezzi da lontano
con la mano,
con lo sguardo
e ti struggi
al pensiero
di non avermi.
Libero e profondo
aleggi nei meandri
della mia mente
ed io mi sento
come una nuvola vagabonda
che si sposta trasportata
dal forte soffio del vento.
Sei quel sogno beato
che mi spinge
nelle vie tortuose
dei desideri più reconditi,
e quando scende sera
entri nella mia mente
facendomi sognare
ad occhi aperti.
I nostri silenzi diventano
note di violino
che irrompono nell’aria
dove tutto tace.
I nostri corpi si intrecciano
i respiri si mischiano
i battiti del nostro cuore
si uniscono all’unisono
e tutto è magia.
Grazia Bologna






