Il bullismo “fa volare”

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Il vocabolario recita:

Il bullismo è una forma di comportamento violento e intenzionale, di natura sia fisica che mentale, verso soggetti deboli o incapaci a difendersi“.

Questo termine si usa prettamente nelle violenze o discriminazioni specie in ambito scolastico.

Quando un gruppo di bambini o ragazzi si coalizzano contro un altro, più debole, più insicuro, con problemi fisici o mentali, vessandolo, sia moralmente che fisicamente, rubandogli oggetti personali, minacciandolo, danneggiando i suoi libri e quaderni, a volte strappando i fogli dei compiti svolti…allora siamo di fronte a comportamenti tipici “del bullismo”.

I bulli in genere, sono molto attenti a non farsi scoprire dagli insegnanti e creano, anche nel resto della classe, un clima di pauroso silenzio se non di terrore.

Spesso le vittime di tali abusi, per timore di ulteriori cattiverie, non parlano delle violenze subite, ne con gli insegnanti, ne con i genitori, chiudendosi in un clima sempre più difficile.

A lungo andare, il loro atteggiamento ed i loro comportamenti cambiano in modo drastico: è il segnale del grande disagio che sta vivendo.

Nella nostra società è sempre più difficoltoso essere insegnante, essere genitori.

Qualche tempo fa, un professore di una scuola media ha scritto una “lettera aperta” in cui raccontava la disperazione di una sua alunna di dodici anni, presa di mira e insultata, per il suo essere grassa, dai soliti bulli, pieni di cattiveria.

Quella ragazzina, sfinita, un giorno ha deciso di buttarsi dalla finestra del secondo piano della sua abitazione.

Questo gesto estremo è un peso non solo per i compagni bulli che l’hanno derisa, ma per tutta la nostra società, che ormai sembra indifferente a tutto.

Si reagisce solo se “toccano”i nostri figli, nipoti, parenti, amici…

La ragazzina, per fortuna è viva e non ha riportato lesioni permanenti. Ma la sua anima?

IL VOLO

Eri stanca,
eri afflitta,
eri impotente
mentre tra disperate lacrime
l’orizzonte guardavi
in cerca di pace.

Il cielo azzurro
ti faceva ricordare il mare
quando dalla finestra
ti sei tuffata.

Leggera finalmente,
eterea nell’aria
fluttuavi.

Poi lo schianto…
ed hai smesso di pensare.

             Antonella Ariosto

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