A proposito della vicenda del piccolo Nicola scomparso per 40 ore nei boschi vicino casa in Toscana e per fortuna ritrovato, ecco le parole del papà che dimostrano una leggerezza e anaffettività genitoriale assoluta.
Il padre del bimbo: “Dopo alcune ore, visto che lo chiamavamo e non rispondeva, abbiamo pensato che si fosse addormentato vicino a casa, abbiamo pensato che all’alba si sarebbe svegliato e sarebbe tornato da solo, così l’avremmo ritrovato“.
Ma è possibile che siano queste le parole dette dal papà del piccolo? Si!
Forse non si è reso conto di parlare di un bimbo di 21 mesi, non di un giovane di 20 che non è rientrato dopo una notte di baldoria con amici?
Voleva fargli vivere la favola di Pollicino?
Avrebbe dovuto lasciare tracce a terra affinché rientrasse subito.
Un bambino così piccolo com’è possibile che sia stato ritrovato così pulito, dopo 40 ore un un bosco?
E ancora, è possibile che abbia camminato per 4,5 km e abbia le scarpe così pulite?
Che la coppia con due bambini piccoli, abbia scelto di vivere in quel posto impervio, mi fa pensare alle varie comunità americane come quella Amish che vive in fattorie senza rete elettrica e nessuna forma di modernità.
Anche loro non hanno rete telefonica, e senza servizi di alcun genere vicini.
Scelte personali di vita su cui io non voglio entrare, ma che si lasci di notte il bimbo fuori nei prati, nei boschi con il pericolo di aggressione di animali selvaggi, sai che dico?
Sono da biasimare, eccome, per questa cosa.
E poi a dirla tutta va bene la scelta di vita di questi giovani genitori, che per vivere fanno gli apicoltori, di vivere in solitudine, senza nemmeno chiudere a chiave la porta di notte, tanto lì è così impervio che nessuno arriva a nessuna ora figurati di notte, ma ci pensiamo a quando questo bambino andrà a scuola tra bambini, che non vivono come lui, posso solo sperare che non venga bullizzato per come vive, e per tutto questo, la colpa cadrà sui genitori.
Che ci fosse qualcosa di strano nella sparizione del piccolo Nicola l’avevamo capito tutti da subito.
Ma la priorità ieri, era di ritrovarlo, per evitare che passasse una notte in più all’addiaccio e soprattutto che fosse, vivo.
Per questo le nostre domande e i “presunti misteri” legati alla vicenda, sono passati in secondo piano.
I dubbi che i genitori dovranno ora chiarire e non solo al procuratore di Firenze, sono molti: perché se il bimbo era stato messo a letto indossava i sandali al momento del suo ritrovamento? È possibile pensare che sia riuscito a mettersi da solo i sandali a 21 mesi? E ancora com’è possibile che abbia potuto percorrere da solo 4 o 5 km? Perché i cani molecolari che sono passati dove è stato trovato, nel burrone, non hanno fiutato il bambino ? È ancora, a chi appartengono le tracce di sangue trovate vicino alla porta di ingresso del vecchio casolare?
Sappiamo che i genitori hanno aspettato nove ore prima di dare l’allarme. Perchè?
Come mai con così tanto ritardo sono stati avvisati tutti, sia i Carabinieri e i Vigili del Fuoco?
Ma a pensarci bene, a chi non è mai venuta l’idea di andare a vivere in campagna come hanno fatto questi genitori?
Il pensiero di vivere lontano da ritmi frenetici, e andare a vivere in un contesto bucolico e rilassante è allettante per tutti noi.
In Italia, poi, abbiamo la fortuna di avere scenari paradisiaci con campagne che sembrano uscite da dipinti.
Le vecchie case rurali italiane sono ambitissime in tutto il mondo: cascinali, cascine, ville, sono ricercatissime da chi vuole cambiare vita…
Fino a qualche decennio fa, erano solo le persone più in là con gli anni a decidere di trascorrere i loro anni da pensionati, in un contesto bucolico.
Invece, ora sono sempre di più i giovani che, insoddisfatti dal lavoro o alla ricerca di nuove esperienze, lasciano la loro vita urbana per trovare la loro dimensione in campagna.
Un vero e proprio ritorno alla terra, una riscoperta delle tradizioni che diventa una rinascita.
La vita di campagna scorre con ritmi meno pressanti ma non vuol dire che sia meno faticosa, perchè vivere in un contesto rurale comporta tantissimi impegni quotidiani per mantenere la casa e le sue pertinenze sempre in perfetto ordine.
Se, poi, si decide anche di avviare un’attività produttiva nei terreni di proprietà, allora davvero l’impegno cresce a dismisura.
Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:







[…] Il bimbo ritrovato […]