Il Bacio rubato a Biancaneve: reale censura o caso mediatico?

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Non ci sono più i Principi azzurri di una volta! Ci verrebbe da sospirare leggendo la notizia che da qualche giorno circola sul web.

Il #metoo ha colpito l’ultimo baluardo di romanticismo in cui ancora potevamo credere in questa era priva di sentimenti?

Per essere colti da un bacio a sorpresa dobbiamo prima assicurarci che nessuno ci sta molestando approfittando in modo non consensuale di un temporaneo stordimento causato da uno yogurt vegetale avvelenato?

O è stata la nostra ansia o dir si voglia fobia a voler vedere il marcio in Danimarca quando non c’è?

Ma andiamo per gradi.

Da dove nasce dunque la battaglia contro la censura?

Da un articolo pubblicato dal sito SFGATE, San Francisco Gate, testata locale online di discreta importanza, che ha affidato a due columnist, Katie Dowd e Julie Tremaine, un’opinione sulla nuova attrazione Disney.

Nel pezzo scritto  nulla più di una opinione.

Le due autrici parlano in maniera positiva della nuova giostra, ma sul finire dell’articolo bocciano la scelta di cambiare l’epilogo dell’attrazione con la comparsa del Principe e del bacio.

Secondo le due giornaliste “La nuova corsa attrazione include una trama più completa, ma rappresenta anche un problema. Il nuovo gran finale di Snow White’s Enchanted Wish è il momento in cui il Principe trova Biancaneve addormentato sotto l’incantesimo della Regina Cattiva e le dà il “bacio del vero amore” per liberarla dall’incantesimo. Un bacio che le dà senza il suo consenso, mentre lei dorme: può essere vero amore solo se una persona sa che sta accadendo”.

Ok…commento alquanto infelice!

Katie Dowd e Julie Tremaine non sono d’accordo con la scelta Disney, reputano che “insegnare ai bambini a baciarsi, quando non è stato stabilito se entrambe le parti sono disposte a impegnarsi, non va bene”, non riuscendo a capire “perché la Disneyland del 2021 scelga di aggiungere una scena con idee così antiquate su ciò che un uomo è autorizzato a fare a una donna”.

Restiamo dunque nell’ambito di una legittima opinione di due giornaliste, nulla di più. Soprattutto nessuna censura da parte di Disney, che non ha commentato la vicenda.

Sui giornali italiani il caso è invece davvero divenuto UN CASO!

SCOMODANDO PERSINO IL #METOO SI E’ SFIORATO IL RIDICOLO.

Una polemica alimentata anche da molta della classe politica che ha voluto vedervi un’esasperazione di quel politically correct enfatizzato che ha colpito negativamente la Disney negli ultimi mesi.

Si pensi alle censure fatte ai celebri cartoon Peter Pan, Dumbo, La carica dei 101, tutti accusati di contenere forti incitazioni razziste.

Una tendenza che si collega comunque a molta produzione internazionale degli ultimi mesi.

Si pensi al serial tv cult di Netflix Brigerton. Molti gli interpreti di colore in un contesto storico che non lo permetterebbe.

Dal nuovo possibile James Bond al futuro Superman della Warner Bros, dalla serie in produzione Mr and Mrs Bridge al dominio di registe e interpreti di colore, anche nel mondo del Cinema si fa strada sempre più la volontà di portare avanti una sorta di rivoluzione che appare fin  troppo ostentata.

In realtà è interessante e anche corretto eliminare certi stereotipi e luoghi comuni ( Denzel Washington sarebbe stato un grandissimo 007) adattandosi ad una società moderna completamente multietnica qual è quella di oggi.

Ma, sebbene possano essere mossi da intenti più che nobili, questi “sforzi mediatici” forse più che culturali  potrebbero produrre una sorta di effetto boomerang.

Enfatizzare non porta poi quasi mai agli effetti voluti quanto all’esatto contrario. Non dimentichiamolo.

Sandra Orlando

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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