I miei pensieri

130967

Ho caricato i pensieri in un eterno ritornello che faceva male soltanto a me.

Coccarde in processione per rammentarmi di celebrare – con costanza paradossale – fino a che punto un presunto amore possa farti venire i calli ai sensi tutte le volte che ti ostini, speranzosa, a camminarci attraverso: ti aspetti fiori e invece trovi rovi.

Allora ti accucci, cospargendoti chilometri di corteccia ancora estensibile, perchè ti dici:”sì ce la faccio, lui cambierà, sotto il mio manto di crocerossina“.

Ma l’unica croce che resta è la tua: la tua, sì, quella di un’ostinata “isola d’amore” che vorrebbe raccogliere il mare in un bicchiere e continua imperterrita a farsi essa stessa bicchiere e bevanda e cratere e voragine che invece fa acqua da tutte le parti.

Finché un giorno ti accorgi, finalmente, che tutti quei sobbalzi di squilibrio traballante, hanno scavato un pozzo nero, di cui nessuno vede il fondo: eppure l’hai alimentato tu, nutrendolo ogni giorno con quella poesia inutile del rammendo ad ogni costo, dove tutto può servire e non si getta mai nulla.

Hai foraggiato il gorgo, dandogli la tua carne e la tua anima per non farlo sfiorire .

E ora sei un punto che rischia di affondare senza mappa.

Ecco perché decidi di prendere un bel fiocco – rosso mi raccomando – che si veda bene il contrasto col il nero, ci avvolgi ogni scoria nel vecchissimo abito da sposa di una taglia ormai troppo stretta, te lo metti in spalla e vai alla discarica dei bruchi in metamorfosi.

È solo quando torni ad essere tu la tua casa, la tua tana, il tuo ripostiglio e il tuo orizzonte, le dita si accorgono del miracolo di lasciar andare: perché da farfalla non puoi fare altro che questo: mollare la presa.

E inizi ad amarti un po’.

Imperfetta di vita, e ancora viva e rossa, rossa, rossa, come i papaveri di Monet in un cielo di Van Gogh sceso quaggiù solo per te.

Perché tu ti meriti tutti i cieli che riuscirai a scrivere, a respirare, a svuotare.

Svuotare è un bel verbo.

Si sente l’aria che esce dai polmoni.

Aria pulita. Finalmente. Aria rossa.

Perché il rosso è il colore del coraggio che centuplica le mani.

E a te, donna, le mani ricrescono tutte le volte che cadono, secche, sul selciato di questo tempo che continua a germogliare, nonostante tutto, e se ne frega del cigolio delle ossa e del bianco che mortifica i capelli.

Vieni

Vieni con me.
Vieni a ruggire.
Prendi ogni cosa
che eroda queste rette.
Portati via il rovescio,
il raziocinio,
l’aria dannosa
d’un tempo fraudolento
che sferragliava le fruste,
che snidava,
e t’incalzava fino
a mancare il fiato,
fin al flagello, al sabotaggio,
alla narcosi.

Stanca di usare
i crepuscoli per scudi,
rovisto a fondo,
con solerzia inoperosa,
tra tinte infreddolite
dal rigore.

Stufa di neutre propulsioni
per zavorra,
scarto il bianco
sporcato per frizione,
uso l’ingenuità
di un viola acceso
a inghirlandare
la parete ad est:
quella del sole
che riempie la finestra
violando il letto
come un lembo innamorato
che s’ incammina
in una spiaggia sfitta
qualificando col suo nome
ogni ragione,
pazzia, criterio,
prova, deiezione …
vuoto e ricolmo
di buone vibrazioni,
a cuore aperto che incede
mentre s’erge.

Mentre respiro la risacca,
ho il cuore salvo.

Carmela Laratta

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

La poesia

Previous articleLasagne primavera
Next articleIl senso di non appartenenza
Carmela Laratta
Sono Carmela Laratta e faccio il medico. Adoro la scrittura e la lettura, in maniera "esagerata" sin da quando ero piccola; vado matta per i vecchi film e telefilm in bianco e nero e per tutto ciò che è arte, inventiva, manualità. Ma più di ogni altra cosa amo la poesia, che è la mia isola segreta, l'angolo remoto dove il pensiero si fa ritmo e melodia, una sorta di ciambella di salvataggio paragonabile alla bombola d'ossigeno per chi soffre d'asma.Scrivo da molti anni. Dopo un lunghissimo intervallo, nel 2016 la poesia è tornata a trovarmi e da allora mi fa piacevolmente compagnia. Dal 2016 ad oggi ho partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali, vincendo diversi premi, spesso tra i primi posti. Sono lieta di partecipare a questa bellissima avventura con ScrepMagazine. Credo che condividere una passione sia il modo migliore per farla vivere più a lungo e che l’unione nella cultura faccia davvero bene all’anima e al mondo intero.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here