Ho avuto, riavrò

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Ho avuto e… riavrò…

Ho avuto le tasche sempre piene di sorrisi.

Più ne davo, e ancor più ne raccoglievo.
Rare volte ho avuto le tasche vuote.
Molte volte li ho perduti,
altre invece li ho solo seminati…
Comunque andasse, io di sorrisi,
me ne ritrovavo sempre abbastanza.

Ora mi ritrovo con le tasche vuote.
Rido di rado
e di rado me ne regalano, ed è peggio.
Peggio perché…
Almeno avrei un pretesto per assecondare un’onda sulle mie labbra…

Ho avuto i sorrisi più belli,
nelle tasche così colme che…
vedevo il bello in ogni dove.

Ed in ogni dove con loro sapevo dare e
davo il meglio di me.
Il mio entusiasmo, la mia grinta,
il mio coraggio, la mia lealtà…
La mia semplice spontaneità senza regole imposte….
Il mio amore verace.

Ho avuto, ma… un giorno m’accorsi che, non sempre dove io davo sorrisi venivo ricambiata.
A volte capitava che, più davo più ne volevano.
Più sorridevo più mi prendevano per scontata.
Più mi facevo impietosire… più venivo spremuta come l’uva…

E dai oggi,
daje domani…
Le mie tasche si svuotarono.
Da tanto che avevo…
mi ritrovavo il vuoto nelle tasche,
nel petto e nel mio domani.

Ho avuto le tasche colme di sorrisi.
Ora ho una valigia ammaccata, borse consumate e scolorite dove cerco spesso, qualche sorriso perduto…
caduto o scivolato.

Mi aggrappo a quegli ultimi sorrisi che mi sono rimasti, forse…
per miracolo o per distrazione…
Non so dirvelo.

Tento di ricordare com’era uno dei miei tanti sorrisi, e…
com’era il mio sorriso migliore?
Voglio ricordare quando mi bastava allungare una mano per prenderne uno, per sorridere, sorridere ancora.
Voglio con tutta me stessa ricordare,
quando non temevo mai di restarne senza.

E volesse Dio ch’io ricordi,
ch’io torni a risentirne le note,
la voce e lo splendore.

Ho avuto le tasche piene di sorrisi.

Fa si che le mie tasche si riempiano di nuovo di sorrisi.

Angelo mio fa sì che nessuno mai più possa svuotarmele lasciandomi annegare nel vuoto che resta.
Ho permesso che me li portassero via.
Ora vago nel mondo cercandone in ogni dove per regalarne ancora al mio cuore.

Mentre mi arranco nella mia ricerca…
ho capito che…
il vuoto che senti, quando ti lasciano alcune persone,
quando certi rapporti si logorano
e quando alcune situazioni…cessano,
e’ solo il vuoto di ciò che t’hanno rubato, succhiato, tolto… distillato.
E che ste persone poi,
se ne vanno sempre o,
quando t’hanno salassato, 
o quando vengono scoperte.

Ho avuto sorrisi invidiabili,
splendidi di core.
Ho tanta voglia di riempire ancora le mie tasche di sorriso…

Umberta Di Stefano 

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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