Emily Dickinson

240935

Ho preso un Sorso di Vita
Ho preso un Sorso di Vita −
Vi dirò quanto l’ho pagato −
Precisamente un’esistenza −
Il prezzo di mercato, dicono.
M’hanno pesata, Granello per Granello −
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m’han dato il valore del mio Essere −
Un solo Grammo di Cielo!

Che l’amore sia tutto quel che c’è, è tutto ciò che sappiamo dell’amore.

Ti vedo meglio al buio
Non mi occorre una luce
L’amore per te – è un prisma
Oltre il violetto.
(Emily Dickinson)

E’ la più importante poetessa del XIX secolo, Emily Dickinson, che, grazie all’enorme potenza sensitiva, mentale e metafisica della sua poesia, ha dato il via ad un vero e proprio fenomeno di culto.

Sin da bambina mostra uno spirito ribelle e ostile nei confronti degli insegnamenti puritani che le vengono imposti dalla famiglia.

Il padre la costringe a lasciare la scuola superiore dopo appena un anno, preoccupato del potere deleterio che possa avere sulla figlia la conoscenza.

La stessa Emily abbandona ben volentieri il seminario femminile e dove era stata iscritta, dopo aver commesso l’atto eversivo di non dichiararsi pubblicamente cristiana.

Continua i suoi studi da autodidatta e, prima di dedicarsi alla poesia, ama trascorrere il tempo libero scrivendo lettere agli amici.

Durante la giovinezza conduce una discreta vita sociale, ma non si sposerà mai, nonostante alcune storie d’amore irrompano nella sua vita senza però essere completamente vissute.

Dopo i venticinque anni si ritira a vita solitaria e comincia a dedicarsi con passione alla poesia, vista come un cammino di crescita spirituale verso l’intima conoscenza di sé.

I suoi autori preferiti erano Shakespeare, Keats ed Emily Brontë.

Le ragioni che la inducono a ritirarsi in solitudine non si conoscono. Alcuni ritengono che la scelta sia stata dettata da un amore contrastato, ma più probabilmente la poetessa matura la decisione di dedicarsi in solitudine a quella che lei considera quasi una missione ciòè scrivere poesie. Si veste di bianco e si rinchiude nella sua stanza.

La sua esistenza solitaria viene interrotta raramente da qualche visita. La sua corrispondenza solo con pochi amici scelti è invece assidua.asconde quasi tutte le sue poesie, ritrovate poi nella sua scrivania solo dopo la sua morte, e trascorre la sua vita alla ricerca ostinata di risposte da un Dio silenzioso e assente.

Lo stile di Emily Dickinson è caratterizzato da componimenti brevi e sprovvisti di punteggiatura e dall’utilizzo di trattini per spezzare le frasi e simulare il ritmo del respiro. I temi da lei trattati l’amore, la natura, la fugacità della vita e la dolorosa certezza della morte.

Quest’ultima viene mitigata dalla speranza dell’immortalità che consentirà a ognuno di noi di ricongiungersi con le persone amate. Chiusa nella sua stanza osserva il suo giardino e ne descrive gli insetti, i fiori, i mutamenti delle stagioni e delle diverse ore del giorno, simboli del cambiamento continuo di quella breve avventura chiamata vita.

Muore a causa di una nefrite il 15 maggio del 1886, in quella che era la casa dei suoi genitori e il desiderio da lei espresso che il corteo funebre passasse per i suoi amati campi, è stato esaudito.

Quando è ancora in vita solamente sette dei suoi componimenti vengono pubblicati. Dopo la sua morte, il mondo ha conosciuto la grande poetessa.

(Angela Amendola)

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

La libreria del Palazzo Innamorato

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