Edouard Manet (parte quinta)

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Edouard Manet (parte quinta)

“Vaso di peonie su un piedistallo”

Olio su tela 93,2 X 70,2 cm

Musée d’Orsay – Parigi

Da sempre gli artisti hanno cercato di avvicinarsi alla natura, dipingendo ciò che avevano intorno.

Per altri, come ad esempio gli impressionisti, le opere venivano spesso realizzate in studio per riportare sulla tela tutti gli aspetti esteriori del mondo circostante…

Le peonie erano all’epoca un fiore alla moda, da poco importato dall’Oriente e Manet dedicò loro una intera serie di dipinti.

L’artista francese le inserì spesso nelle proprie “nature morte”, sopratutto quando la salute in costante peggioramento non gli permetteva di lavorare a composizioni più difficoltose.

“VASO DI PEONIE SU UN PIEDISTALLO”

Il capolavoro di Manet mostra un vaso dove sono alloggiati dei fiori con petali in una ceramica decorata tipica dell’era di Napoleone III.

Come si nota, nel dipinto è raffigurato un mazzo di peonie, con petali di vario colore, da bianco a rosso purpureo.

In mezzo alle sagome verde scuro delle foglie la raffigurazione è un’ esplosione di colori luminosi.

Le peonie si estendono in tutte le direzioni, uno stelo è caduto sul piano del tavolo di legno grezzo, sul quale giace anche un mucchietto di petali rosaici.

Segnando uno stacco cromatico con lo sfondo bruno e omogeneo, Manet per tonalità di colore da vivacità alla natura morta.

Secondo diversi critici però, Manet si riallaccia alla tradizione della vanitas, la rappresentazione della caducità della bellezza, destinata inevitabilmente a sfiorire.

CONCLUDENDO:

Le nature morte di fiori erano un genere apprezzato da Monet e Renoir, che ne dipinsero parecchie agli esordi.

Quelle di Manet, però, se ne differenziavano per la scelta di fiori con corolle grandi e petali carnosi che riempivano con pochi tralci tutta la superficie dipinta.

Vincent Van Gogh, il quale trasferitosi a Parigi cominciò a rappresentare nature morte floreali, restò affascinato dal dipinto di Manet, di cui apprezzava il raffinato contrasto cromatico e la pennellata ricca e pastosa.

Bruno Vergani

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