
“I coronabond? Regalo alla mafia italiana”, l’editoriale choc del quotidiano tedesco “Die Welt” (in italiano “Il Mondo”) diretta da Dagmar Rosenfeld-Lindner (nella immagine), punto di riferimento della destra liberale-conservatrice: “Una gigantesca perdita di miliardi di euro per i nostri contribuenti. La Commissione europea controlli gli italiani”“…
Ecco.
Sarebbe come dire, per esempio, una sequela di stupidaggini del tipo;
- Tutti gli austriaci e i tedeschi sono nazisti perché Hitler, emigrante austriaco che “ha fatto fortuna in Germania”, da lì ha rotto l’anima a mezzo mondo tirando pure dentro un “certo italico Benito” per cui tutti gli italiani sono – di conseguenza – fascisti;
- Tutte le donne tedesche sono “puttane” perché fra Bibione e Rimini le ragazze di quel Paese vengono al mare a “trovare” i nostri ragazzi italiani;
- Poiché è crollato il ponte Morandi – e non solo – anche io che sono un ingegnere italiano sono un incompetente e magari anche intrallazzatore se non addirittura un mafioso;
- … continuiamo …?
Ma si possono fare affermazioni così stupide? Evidentemente sì.
La “notizia” (??? … bah!!!) dell’editoriale di “Die Welt”, noto giornale di destra con Sede ad Amburgo, mi ha rovinato il pranzo preparato con tanto amore in questa giornata di “IORESTOACASA”.

Una cicoria in vellutata di ortaggi con pecorino “pietragallese” e piccante abbrustolito il tutto con crostini alla brace e vino rosso di Santa Venere (il mio vino)…
Ma che ne parliamo a fare che a parte birra e wurstel…
E quindi torniamo a noi e vediamo cosa sono questi tanto vituperati CoronaBond.
L’idea alla base dei CoronaBond è quella di creare un meccanismo solidale di distribuzione dei debiti tra gli Stati Europei, tale per cui, quando un Paese chiede in prestito liquidità per finanziare le proprie opere di intervento in emergenza, il debito viene suddiviso tra tutti gli Stati membri, mediante la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi stessi.

Appare ovvio che Paesi come Germania, Olanda ed in genere i Paesi del Nord Europa, storicamente virtuosi nella gestione dei propri bilanci, temono che attraverso un tale sistema finirebbero per accollarsi i debiti di quegli Stati che già prima del CoronaVirus versavano in condizioni di difficoltà, tra i quali appunto l’Italia.
Lo scopo principale dei CoronaBond, infatti, è quello di aiutare i Paesi che hanno una scarsa capacità di spesa, supportandoli nel finanziamento degli interventi legati all’emergenza (come le spese per ospedali, macchinari per la terapia intensiva, guanti, mascherine, ricerca) e di quelli che serviranno per far ripartire l’economia.
Detto ciò appare evidente l’Italia “non merita la fiducia di quelle brave personcine nordiche” perché oltre ad essere il Paese della Mafia, l’Italia è anche il Paese degli sprechi, quello del deficit, quello dei ponti che crollano,… e perchè no, di quelli che “meritano di morire” tanto meglio non averceli appresso!
Sono deluso?

No… ma manco per niente! Mi chiedo però perché tanti italiani continuano a comperare BMW e Mercedes e tante aziende FCA in testa, vanno a mettere la Sede Legale nei Paesi Bassi … che alla luce degli ultimi eventi sono Bassi ma Bassi davvero!
A questo punto un’altra domanda sorge spontanea.
Se i CoronaBond servono a recuperare liquidità per finanziare le spese che l’Italia sta affrontando per colpa del virus e che dovrà affrontare per evitare, tra l’altro, che i Tedeschi vengano qui in Italia a rilevare Aziende e marchi Italiani famosi ma “purtroppo stracotti” per colpa del virus (ATTENZIONE CHE NON ASPETTANO ALTRO), quali sono gli altri metodi per “recuperare” tutta la liquidità che occorre?
Intanto non esiste solo l’Europa ma se una “via della seta” è stata aperta di recente … Poi… se la nostra Protezione Civile ha raccolto in questo mese più di 34,5 milioni di euro in donazioni, vuol dire che “la potenza di fuoco del risparmio italiano” è molto intensa…
Ed infine io insisto: lo Stato stampi tutti gli Euro che occorrono garantendoli con il proprio Patrimonio! Lo Stato crei al Sud “ZONE FISCALI FRANCHE” con agevolazioni normative e fiscali da far impallidire pure le Isole Cayman!!!
Il biglietto di stato, o nota di stato, è una cartamoneta emessa direttamente dallo Stato tramite la propria zecca e non fatta stampare da una Banca Centrale come oggi avviene per le banconote tipo gli euro della Banca Centrale Europea e i dollari USA della Federal Reserve.
Attenzione! Non si tratta di “moneta parallele” come è già avvenuto.
Dal Sardex in Sardegna al Valdex in Valle d’Aosta. Passando per il Circuitolinx in Lombardia e il Tibex nel Lazio. E poi ancora: il Venetex in Veneto, il Piemex in Piemonte, il Liberex in Emilia-Romagna, il Marchex nelle Marche, l’Abrex in Abruzzo, l’Umbrex in Umbria, il Samex in Molise e il Felix in Campania… e chi più ne ha più ne metta.
Sono “monete parallele” già presenti in 11 Regioni italiane, valute alternative che finiscono nelle tasche di un numero sempre maggiore di persone e che ora puntano anche a circolare all’estero, in Francia e Spagna. Non sono d’accordo. No! Non serve altra confusione monetaria.

Si tratterebbe invece di rispolverare la tecnica già adottata diverse volte nel nostro passato; i non più giovani ricorderanno ad esempio i Biglietti di Stato da 500 lire, modello “Aretusa”, “Medusa” e “Mercurio” messi in circolazione dal 1966 al 1979 dal Tesoro e non dalla Banca d’Italia, che permisero il finanziamento di opere per ben 500 miliardi di lire (allora era una bella cifra!) con la prerogativa non trascurabile di aver emesso denaro senza creare debito. In questo modo si potrebbe contare su risorse per far fronte al CoronaVirus ed alla ripresa finanziando però non spesa corrente ma opere ed investimenti che le anacronistiche regole europee sui vincoli di bilancio e sul rispetto di assurde percentuali decise a tavolino non consentono di poter realizzare.
Naturalmente tali biglietti emessi dal Tesoro e garantiti dallo Stato italiano avranno corso legale esclusivamente sul territorio nazionale con l’ulteriore pregio di restituire, anche solo tramite tagli da 1 e 2 euro, il corretto valore che gli italiani hanno sempre riposto alle banconote rispetto alle monete metalliche, valore interrotto con l’introduzione dell’euro che sin dall’inizio ha previsto un taglio minimo cartaceo da 5 euro (10.000 lire!).
E l’Europa? Sicuramente reagirà con un secco divieto, adducendo gli stessi motivi con cui stanno ora osteggiando le varie proposte di CoronaBond.
Ma se battaglia “s’ha da fare” la si faccia fino in fondo!
E’ vero che l’art.128 del TFUE (ex art.106 del TCE) prevede che solo “La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione… Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione”, ma nello specifico della proposta si tratterebbe di emettere banconote in euro a corso legale esclusivamente sul territorio nazionale e non nell’intera eurozona.
Insomma facciamo da soli per favore?
Le nostre Facoltà economiche come Sapienza, LUISS, Bocconi, … che fanno?
Per quanto mi riguarda d’ora in avanti la prima cosa che farò già quando vado al supermercato è controllare con la mia bella App dove ha sede l’Azienda che produce quel prodotto che sto per comperare…e mi “cascasse la borsa della spesa” se compero roba tedesca o olandese o austriaca…solo roba italiana ma italiana davvero!







