Come se non fosse stato mai amore

202315

C’è un quadro che quando lo vedo  in tv, o sui giornali, mi lascia attonita.

Nel quadro sono rappresentati due visi, sono di profilo. Sono di un uomo e una donna.

Si vedono solo gli occhi, che per la verità incutono quasi paura. Gli occhi sono scuri, le loro bocche non si vedono.

I due hanno come sfondo un paesaggio tetro, c’è una casa abbandonata e un albero che divide, squarcia la tela in due, come una ferita.

Per chi non l’avesse capito il quadro è “Occhi negli occhi”, un’opera poco nota di Munch.
Munch, nel quadro presenta il peggior incubo di ogni coppia, la malattia terminale dell’amore, il vuoto prima della fine. Il titolo parla di occhi, ma gli occhi sono quelli di due cadaveri.

Non ci sono parole o sguardi tra l’uomo e la donna, dipinti nella tela. I volti, sono quasi terrei.
Non c’è più niente che li unisce, niente che li divide, c’è semplicemente il niente.
Solo tenebre tra i due.

Questo quadro mi fa paura, perché mostra quello che c’è oltre l’amore quando finisce, dopo i progetti, e le carezze.
Chi ama teme più di tutto l’assenza, e il nulla negli occhi della persona più cara, quello sguardo quasi di morte.

La spirale dell’abitudine che si sostituisce alle risate e ai giochi teneri tra innamorati e li trasforma in frasi fatte, in routine di giornate spente e travolte dal quotidiano.
Occhi negli occhi” coglie in profondità questo terrore oscuro che si ha alla fine di un rapporto d’amore, e sui luoghi comuni sull’amore eterno. Di fine dell’amore si parla spesso nelle canzoni.

Una di queste, che meriterebbe una laurea con lode è “Come se non fosse stato mai amore” della Pausini.

Nel brano troviamo la tematica del distacco, della conseguente sofferenza che ci offusca la vista e ci induce a cancellare pagine di vita, sia belle che brutte, per puro istinto di sopravvivenza.

Tutto ciò che in un determinato momento ci appare insopportabile, viene di botto cancellato.

Cosa che non succede nel sonetto di William Shakespeare.

Fra i miei occhi e il mio cuore è stretta un’alleanza,
e infatti ora si scambiano favori: quando l’occhio
avidamente desidera uno sguardo, o il cuore innamorato
soffoca nei sospiri, l’occhio si sazia allora con il tuo ritratto
e invita anche il mio cuore al banchetto dipinto,
mentre talvolta accade che sia l’occhio
l’ospite del mio cuore, a condividere
i suoi pensieri d’amore; e così per amore o per immagine
pur essendo lontano mi stai sempre accanto.
Non puoi andare oltre i miei pensieri, essendo
io sempre insieme a loro, e loro insieme a te.
Oppure, se essi dormono, il ritratto
che mi è rimasto negli occhi risveglia il mio cuore
alla felicità del cuore e dello sguardo.

Angela Amendola

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