Chi sono io?

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Se qualcuno ti chiedesse all’improvviso “chi sei tu?”, come risponderesti?

Sono sicura che risponderesti elencando ciò che sei, con le simpatie e antipatie che hai, i tuoi gusti e gli ideali che da sempre hai.

Tutto perché la nostra mente conserva il ricordo delle parole che ci hanno gratificato ma anche delle critiche che ci hanno ferito e delle situazioni che abbiamo vissuto.

E il nostro sé va ad attingere sempre da queste memorie.

Il sé è un “contenitore” di autodescrizioni fisiche, psicologiche, relazionali e si basa per lo più, su convinzioni.

In definitiva, non è ciò che davvero sei, ma piuttosto è come sei abituato a pensare di te stesso.

Ed io, cosa penso di me?

Chi sono?

Sono cambiate le mie convinzioni?

La penso come anni fa su determinate questioni?

“Alla mia età, non ho più tempo,
né pazienza. Non ho più voglia
di capire tutto e tutti.
Non cerco più di piacere, ma cerco
io ciò che mi piace. Non ho più voglia
di falsi sorrisi, di cortesie obbligate,
di rapporti di convenienza.
Alla mia età si raggiunge una sorte
di saggezza che ti fa dire:
“Sai che c’è? Ma vaffanculo!”

Certo che alla mia età, qualche idea sulla vita, sull’amore e anche sul cibo è cambiata. Ma altre invece sono rimaste uguali.

Ho cambiato idea sulle relazioni e tornassi indietro mi comporterei  in modo diverso.
I miei capelli indefiniti sono e cosi rimangono, e alla domanda “non sei stufa di questo colore?” risponderò che ci ho provato e non ci sono riuscita a cambiare se non per qualche mese.

A 60 anni, ho scoperto che un cardigan ti può salvare da una brutto dolore muscolare. 

Resto però fermamente convinta che anche se hai avuto un passato difficile, essere cattivi con gli altri non ti giustificherà mai.

Una cosa invece che sicuramente cambierei, sono le sopracciglia rade e sottili. Ora posso dire che è stato sbagliato.

Sono sovrappeso a volte normopeso, mischiato fra di essi, e ho scoperto che il mio peso è sempre stato più un problema degli altri che mio.

La gente si è ostinata a dare un nome ai miei cambiamenti, e invece è molto più semplice, ci sono periodi in cui non mi interessa e altri in cui non ho testa, tempo e voglia. Si chiama semplicemente pigrizia. Ho sempre amato i rossetti da ragazza ma mi facevano sentire troppo truccata, non mi potevo permettere di essere così vistosa, pensavo. Ora ho cinque tonalità di rossetti rossi e mi sembrano pochi.
Ho provato a pensare “a questa età dovrei vestirmi più seria“, nasce quella domanda quando ti guardi allo specchio e pensi “sono ridicola? Sembro una persona adulta che vuole fare la ragazzina?“, su questo non ho ancora preso posizione . So solo che quando vedo un vestito con stampate delle rose e che richiama il taglio anni 50 io penso che sia bello…

Prima guardavo la strada solo una volta prima di attraversare.

Ora cinque.

Sto attenta a dove cammino e cosa o a chi mi circonda.

Sarà l’età…

Angela Amendola 

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