Anomalie relazionali

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Amicizia , Amore, Empatia, Complicità…Parole colme di Tanto e oggigiorno elargite profumatamente attraverso messaggi, telefonate (sempre più rare), dirette instagram ecc ecc…

Ma quanto ci stiamo allontanando sempre più da un concetto reale di affetto e vicinanza?

Ognuno di noi sembra oggi totalmente immerso in una vita frenetica fatta di caselle ad incastro: famiglia-compagno-compagna/lavoro/tempo libero.

Quando si ci sofferma a riflettere sui rapporti di oggi ne fuoriesce per lo più un’analisi  abbastanza superficiale e a volte unilaterale.

Cosa è diventato soprattutto complicato? Lo scambio…

Nella marea di eventi quotidiani di piccola o grande importanza ci coglie a volte un senso di colpa per aver trascurato qualcosa. Spesso è come la sensazione che si ha quando si parte per qualche viaggio e non ci si ricorda se si è chiuso o meno il rubinetto dell’acqua (la risposta è sempre no ovviamente).

Si ricorre subito ai ripari analizzando tutte le telefonate rimandate, i messaggi trascurati ‘tanto rispondo dopo’, gli hobby messi da parte perchè appunto sono solo hobby, le persone da contattare perchè importanti.

Ecco, proprio questo ultimo punto è un po’ il nocciolo della questione.

Assaliti dai sensi di colpa per aver dedicato poco tempo o almeno non proporzionato al valore dato a quella persona, cerchiamo di recuperare con gesti (anche se piccoli) significativi che solo quella persona può comprendere in fondo per simbologia e cerchiamo di portare a termine l’arduo compito per la data stabilita.

Ci prepariamo all’evento sorpresa che tanto impegno ci è costato con l’entusiasmo quasi di una volta, quando si era ragazzi e si condivideva davvero.

Risultato dell’operazione sorpresa?  L’enfasi morta prima del nascere, 5 minuti spesi per consegnare il pensiero, altrettanti 5 per riceverlo con sorriso dovuto di circostanza (Bello!), altri 2 minuti di saluti e baci e … puff… la frittata è fatta!

Che fine ha fatto il tempo “dedicato”?

Dura molto di più l’emozione “sfilata” dinanzi ad un caffè al bar o ad un bagno al mare con le altre nuove amiche di vita.

Ok siamo anime passeggere di una nave che transita di volta in volta su isole diverse e approda su  nuovi lidi. Ma a parte queste cavolate del genere l’esperienza mi ha fatto giungere ad una conclusione che avvalora ancora di più la mia tesi sui rapporti umani.

La storia dei legami “eterni” è una romanticheria ormai superata e in realtà gli affetti sono quelli che ti costruisci strada facendo. Puoi ricevere molto di più da un’amica conosciuta da un mese che da chi “ti conosce da una vita” ma in realtà non sa più chi sei e questo vale sicuramente anche al contrario.

Chi sono diventate in realtà  quelle persone con cui ormai condividi poco o niente, che nulla sanno di te e dei tuoi figli, che non dimostrano desiderio di conoscere davvero la tua vita ma che si professano essere tue amiche sempre e per sempre?

Se è vero che ci evolviamo continuamente non si dovrebbe semplicemente, anche se con tristezza, accantonare un passato che nulla dà più di spontaneo, accettando sì l’affetto (quello resta) ma nulla più?

Perchè affannarsi a recuperare quando non c’è più la spontaneità dell’oggi?

Cosa ci spinge? Nostalgia?

Certi legami non muoiono mai. Anche questo è vero. Ma la parola legame è sopravvalutata e spesso mal interpretata. Non ho studiato il latino ma curiosando ho letto da qualche parte che ‘legame’ ha a che fare anche con l’armonizzare, continuare, far seguire….

Credo si riferisca non solo alle parole ma a molto altro dunque in Avanti nel tempo… molto più di un caffè o di  una storia sui social.

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Viaggiare alternativo: cosa visitare di diverso

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