“Anime in Dialogo” … intervista alla poetessa Elisa Mascia

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Ci sono amicizie che nascono oltre i confini della presenza fisica, eppure diventano subito luminose. La mia con Elisa Mascia è una di queste: un incontro nato nel mondo virtuale e cresciuto attraverso la voce, nelle nostre conversazioni telefoniche e videochiamate. Fin dal primo scambio, le nostre anime si sono riconosciute.

È stata un’intesa immediata, spontanea, nutrita da sensibilità affini e da un amore condiviso per la poesia, la cultura e la bellezza.

Elisa è una persona speciale: umana, disponibile, generosa, sempre pronta alla collaborazione e allo scambio culturale autentico. In lei convivono la delicatezza dell’ascolto e la forza della creatività, qualità rare che rendono ogni dialogo un dono.

Ho voluto realizzare questa intervista per esprimerle tutta la mia stima e il mio affetto, un modo semplice per ringraziarla della sua presenza, della sua disponibilità e della sua amicizia sincera.

Elisa Mascia è scrittrice, conferenziera, conduttrice radiofonica, declamatrice, poetessa bilingue (italiano–spagnolo), critica letteraria, giurata in concorsi di poesia, intervistatrice e promotrice culturale attiva in Italia e nel mondo.

È membro registrato e co-fondatrice di Wiki-Poesía, Accademica Immortale, Coordinatrice per l’Italia e Direttrice di Comunicazioni ed Eventi dell’Accademia ALBAP. Ha ricoperto ruoli di rilievo in numerosi festival internazionali, tra cui PILF e PIAF della Writers Capital Foundation, ed è stata nominata leader della Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023.

Giurata del Panorama Italiano Golden Book Awards 2023–2024, poetessa selezionata mensile e annuale per OPA, Elisa collabora con artisti e poeti internazionali e partecipa a progetti dedicati anche alla poesia per l’infanzia. Ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Bandiera Universale della Pace e il Premio World Award 2022.

Autrice prolifica, ha pubblicato numerose sillogi poetiche, tra cui La grattugia della luna, Magiche Emozioni dell’Anima, Tra l’infinito e l’immenso, Interconnessione mentale, La luna sublime, Sole rosso, Le ali della libertà e molte altre. Cura inoltre il blog Nonsoloarteepoesia – Magiche Emozioni dell’Anima ed è autrice per Alessandria Today Magazine con oltre 700 articoli.

Caiazzo – Quando hai capito che la poesia non era solo un mezzo di espressione, ma la tua voce più autentica?

Mascia – Quando facevo leggere i miei versi poetici a qualche amica e mi dicevano di essersi emozionate, come se li avessi scritti per loro. Questo mi ha fatto riflettere su quanto le mie emozioni, una volta trasformate in poesia, mantenessero freschezza e autenticità passando dalla scrittura alla lettura.

Caiazzo – Ci sono autori — poeti, narratori, filosofi o artisti — che senti come tuoi compagni di viaggio? C’è un verso che ti accompagna nei momenti importanti?

Mascia – Non cito i poeti classici che già conosciamo tutti e nei quali non mi rifletto, poiché sono i “grandi poeti” della letteratura. Io continuo ad apprendere ogni giorno dallo studio di molti poeti contemporanei che ammiro da anni per il loro stile poetico, tra i quali Erminio Girardo, poeta, artista plastico e letterato contemporaneo conosciuto grazie alla tecnologia. È stato per me una grande ispirazione, tanto da eleggerlo mio mentore.

Tra gli altri, anche il poeta, scrittore e artista catalano Joan Josep Barceló. Nell’ultimo anno mi sono immersa negli studi dei poeti e scrittori orientali, in particolare nella poetica irachena del professor Kareem Abdullah. Approfondire le sue opere poetiche e saggistiche mi ha permesso di arricchire il mio stile, rendendolo più interpretativo, ricco di scene e metafore. I lettori apprezzano molto questa evoluzione, e ciò mi spinge a continuare a limare e perfezionare i miei testi, che spesso diventano fonte d’ispirazione per colleghi poeti e scrittori.

Caiazzo – In un mondo frenetico e pragmatico, quale credi sia oggi il ruolo del poeta? Un compito, un dono, un lusso?

Mascia – Per me il poeta non deve assumere ruoli. Scrivere non è un compito, perché altrimenti ci sarebbe freddezza. Non lo definirei neanche un dono, ma un fluire di emozioni da condividere, mai da trattenere per sé. Scrivere è terapeutico. Non potrei immaginare che diventasse un lusso, perché i lussi comportano rinunce e spese eccessive.

Caiazzo – Come nasce una tua poesia? Da un’immagine, un’emozione improvvisa, un ricordo, o da una parola che vibra dentro di te?

Mascia – La mia ispirazione poetica nasce da un’infinità di sensazioni: una parola, un’immagine, un evento, un pensiero fugace o persistente. Prediligo anche scrivere a tema proposto, perché mi dà l’opportunità di spaziare oltre ciò che avrei scritto spontaneamente in quel momento.

Caiazzo – La tua poesia intreccia immagini e sensazioni con grande armonia. Questo equilibrio nasce d’istinto o da un lavoro di cesello?

Mascia – C’è sempre una metà dell’uno e dell’altro. Non posso immaginare di scrivere senza uno studio continuo e quotidiano per migliorare la passione o la predisposizione naturale che sento di avere.

Caiazzo –  Quanto conta per te la struttura metrica e ritmica? La forma segue l’emozione o è l’emozione a piegarsi alla forma?

Mascia – Ho studiato metrica ed endecasillabi e ho scritto alcune poesie in forma metrica, ma spesso perdevo il senso iniziale dell’emozione. Per questo preferisco dare risalto al contenuto emotivo.

Caiazzo –  Il titolo di una poesia: per te è una chiave, una soglia o un sigillo finale?

Mascia – La scelta del titolo è molto importante e anche molto difficile: deve racchiudere il senso della poesia e allo stesso tempo essere accattivante per attirare l’attenzione del lettore.

Caiazzo –  Nella tua intensa attività culturale, c’è un incontro che ti ha lasciato un segno speciale?

Mascia – Gli incontri culturali sono sempre arricchenti. L’importante è recepire un messaggio da ciascuno e farne tesoro per la propria crescita personale e culturale. Molte persone mi hanno trasmesso qualcosa che porto nel cuore, ma pochissime hanno segnato una trasformazione intima e profonda, lasciando un’impronta indelebile nella mia anima.

Caiazzo – La nostra amicizia è nata a distanza, eppure è diventata profonda. Quanto contano per te le connessioni umane nel tuo percorso poetico?

Mascia – Credo molto nelle connessioni cosmiche tra anime empatiche che si riconoscono e annullano ogni distanza. L’attrazione profonda nasce da sentimenti veri e sinceri che possono coesistere anche nella lontananza. Ne ho esperienza diretta: alcune persone hanno lasciato orme indelebili nella mia anima.

Caiazzo – Oltre a scrivere, ti dedichi alla divulgazione culturale. Quali sono le sfide maggiori nel far avvicinare alla poesia chi pensa di “non capirla”?

Mascia – Promuovere poesia, arte e creatività è fondamentale per me: dà senso alla mia vita e lo sento come una missione, un dovere verso i fratelli. Dedicandomi alla divulgazione culturale nel mondo ho l’opportunità di restituire ciò che ho ricevuto da veri amici che, anche da lontano, mi hanno sostenuta e introdotta in prestigiosi gruppi culturali e fondazioni. Molte persone, pur non essendo nel mondo dell’arte, mi dicono che quando sono tristi leggono alcune mie poesie e si sentono più serene. Questo dimostra che le emozioni trovano sempre il modo di oltrepassare gli schermi e raggiungere gli altri.

Caiazzo –  Preferisci la lettura silenziosa o la performance orale? Cosa cambia quando la poesia diventa voce?

Mascia – Preferisco la lettura ad alta voce, che permette una migliore comprensione e immedesimazione. Per me l’ascolto è fondamentale, e oggi è sempre più raro. Amo leggere ad alta voce per trasmettere ritmo, musicalità ed emozione attraverso la modulazione della voce.

Caiazzo – Consiglieresti la scrittura poetica come pratica quotidiana? Quale beneficio può portare?

Mascia – Sì, la consiglio a chiunque. Come tutte le arti creative, la scrittura è terapeutica. I benefici sono molteplici, ma bisogna saperli riconoscere per comprendere davvero ciò che la poesia porta nella vita.

Caiazzo – Su cosa stai lavorando ora? C’è un nuovo tema o progetto che ti appassiona?

Mascia – Il mio impegno culturale è ampio e sempre rivolto a progetti coinvolgenti, che fanno star bene lo spirito e il corpo. Credo che si debba essere sempre proiettati verso gli altri, affinché possano ritrovare qualcosa di sé nel mio lavoro poetico e letterario.

Caiazzo –  Qual è il tuo desiderio più grande, come poetessa e divulgatrice, per il futuro della poesia in Italia?

Mascia – Desidero che nell’animo di ciascuno dimori la generosità, e che i poeti diventino dispensatori di altruismo e fratellanza. Vorrei che fossimo ambasciatori di pace, coerenti tra ciò che scriviamo e ciò che facciamo. Spero che l’esercito dei poeti diventi sempre più combattivo nel difendere questi valori.

Al termine di questo dialogo intenso e sincero, desidero esprimere a Elisa Mascia un ringraziamento profondo.

Le sue parole, la sua disponibilità e la sua sensibilità confermano quanto sia stato prezioso incontrarla lungo il cammino della vita. In un tempo in cui le relazioni scorrono spesso veloci e superficiali, riconoscere un’anima affine, capace di vibrare sulle stesse corde interiori, è un dono raro e luminoso.

L’amicizia nata a distanza si è rivelata un legame autentico, un luogo di bellezza, ascolto e reciproca ispirazione.

Ringrazio Elisa per essersi raccontata con verità, per aver condiviso la sua visione della poesia e dell’esistenza, e per la generosità con cui sa sempre donare qualcosa di sé. Incontrarla è stato davvero un regalo prezioso.

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