Alberto Bambini: il regista di “Lucinda” e “Three”

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INTERVISTA AL REGISTA ALBERTO BAMBINI

Alberto Bambini, regista toscano, è reduce da una importante soddisfazione professionale.

Il suo corto, Lucinda, nel 2018, dopo aver fatto tappa a Los Angeles per il CineFest, ha vinto al FestivalLos Angeles Film Awards, aggiudicandosi il premio per la Best Narrative Short.

Dal 20 Novembre 2019  è uscito poi il suo secondo corto intitolato ‘Three’. Protagonista l’attrice italiana Melania Dalla Costa. Il corto narra la storia di Camilla, ma anche il grande conflitto tra bene e male. Un conflitto che sta al centro del lavoro del regista.‘Three’viene distribuito da Vivi Distribution, nuova casa di distribuzione nata di recente.Ora Bambini ha in cantiere qualcosa di diverso: Heloise, un lungometraggio vero e proprio a cui lavora da mesi.

Lo abbiamo intervistato  per parlare del suo pensiero sul Cinema e sui suoi progetti futuri:

  • Buongiorno Sig. Bambini la ringraziamo prima di tutto per aver accettato l’intervista per ScrepMagazine. Ci racconta quando è nata la sua passione per il Cinema? Ha sempre saputo di voler far parte di questo mondo?

Beh, pensandoci adesso in effetti la risposta è sì. Da bambino mi chiudevo in camera con lo stereo a palla, immerso fra la collezione di dischi del miei fratelli, le videocassette e le riviste di cinema. L’audiovisivo era già il mio angolo di evasione mentale!

  • Quando era bambino era un grande lettore? Se sì che tipo di romanzi leggeva?

Sì, leggevo quantità industriali di libri, riviste e fumetti. Leggevo anche l’elenco telefonico se non c’era di meglio! Ovviamente adoravo già i romanzi Thriller e Horror…

  • Da piccolo aveva delle paure particolari?

Avevo paura che potesse succedere qualcosa ai miei genitori, questo sì. La classica paura del buio non mi ha mai toccato. Anzi, ho sempre trovato il buio una delle cose più affascinanti e
stimolanti.

  • In che misura crede che la lettura incida sullo sviluppo dell’interesse per il cinema?

E’ la base del cinema. Chiunque legga un libro o altro, anche se inconsapevolmente sta già girando un film nella sua mente. L’immaginazione ci dà già tutto quello che ci serve. I volti dei personaggi, l’ambientazione, l’atmosfera… E il bello è che ognuno di noi ha una rappresentazione diversa della stessa storia.

  • Lei è soprattutto un regista horror thriller le piacciono i fumetti che appartengono al genere? Cosa pensa di Dylan Dog ad esempio?

Dylan mi ha accompagnato fin dall’adolescenza, è stato un fumetto secondo me rivoluzionario. Aveva e continua ad avere tutto al suo interno. Paura, comicità, amore. Un connubio che non poteva che riverlarsi vincente.

  • Quando ha iniziato a fare i cortometraggi? E che differenza in termini creativi creda ci sia nella realizzazione di un corto e di un lungometraggio? Pensa sia più faticoso concentrare ad esempio un’idea in meno minuti? Oppure è proprio questo che la attira?

Ho inziato circa 4 anni fa. Dopo essermi occupato di musica per tanti anni ho voluto mettere in pratica quello che in parallelo al lato musicale era sempre stato appunto un mio desiderio. Le differenze fra corto e lungo sono più concettuali che pratiche. Alla base di tutto c’è sempre una bella storia e un bel modo di raccontarla. Ci sono film di tre ore in cui il tempo vola e corti di 2 minuti noiosissimi.

  • Da dove trae ispirazione per le idee che poi mette nei suoi corti?

Amo scrivere nella penombra e lasciare aperta la mente. Le idee sono già nella nostra testa. Aspettano solo di essere catturate.

  • Lucinda cosa rappresenta? Quali i temi centrali a parte il soggetto del Male?

Lucinda rappresenta l’inganno. E’ una riflessione religiosa che mi ha sempre turbato. Riflessione rappresentata anche nell’affresco del 1500 di Luca Signorelli “Predica e morte dell’anticristo” dove il male e il bene sembrano essere due facce della stessa medaglia.

  • Secondo lei la linea di demarcazione tra Bene e male è così lineare?

Alla sua domanda Platone avrebbe risposto ”Gran parte della mia attività è rivolta a chiarire questo problema”. In una visione superficiale si direbbe di sì che ci sia una netta separazione. In un ragionamento più approfondito ci sarebbe molto da discutere…

  • Cos’è il Male?

Per un credente come me il male è la privazione del bene, l’esaltazione dell’egoismo. E l’artefice di tutto questo potrebbe essere il Diavolo.

  • Che cos’è la Paura per lei? Ed è possibile riprodurla sullo schermo in modo davvero veritiero?

La paura è quel sentimento che ci ha portato all’evoluzione. Senza paura non esisterebbe il genere umano. E’ un sentimento istintivo, a volte violento ma necessario. Cinematograficamente davvero stimolante e divertente da stuzzicare. Non è possibile riprodurla perchè è un sentimento soggettivo ma un regista può sicuramente dare degli spunti che ogni spettatore può fare suoi lasciando lamente libera di immaginare quello che vuole.

  • Qual è il suo regista preferito?

Non ne ho, nessuno è perfetto e non amo l’idolatria.

  • E’ d’accordo nell’affermare che L’esorcista sia il più inquietante film horror mai prodotto? Se sì, secondo lei perché dopo tanto tempo continua ad esserlo?

Sì, sono d’accordo. E’ stato il primo film che ha messo il dito nella piaga di certi argomenti fino a quell’epoca solo superficialmente affrontati.

  • Reputa più importante in un Film la Regia o la sceneggiatura?

Le considero assolutamente allo stesso livello. Una favola è bella se raccontata bene.

  • Cosa pensa di Shining di Kubrick? Crede che alterando il romanzo il regista abbia arricchito il film o pensa che Stephen King abbia ragione sulla famosa diatriba in merito al personaggio di Jack? Un regista horror deve far intuire subito la follia di un personaggio?

Penso che sia fantastico che due opere abbiano arricchito in questo modo il mondo dell’arte. Il libro è scritto in un modo, la rappresentazione di Kubrick è diversa. Un grazie ad entrambi.

  • Ci parli un po’della sua considerazione in merito alla trasposizione di un romanzo in Film. Quanta libertà e in che termini è concessa la fedeltà al testo o meno ad un regista?

Come ho detto prima è giusto che il regista abbia la sua idea di come rappresentare un opera letteraria. Alla fine poi tutto si riduce sempre in una mera questione economica.

  • Con Heloisecambia un po’ direzione? Ha spesso affermato di voler parlare di più di emozioni e sentimenti . Ci parla del nuovo lungometraggio e dei suoi progetti futuri?

Heloise in effetti è una storia dove all’interno, oltre al lato oscuro e horror sono espressi molti più sentimenti quale l’abbandono, la speranza, l’amore puro. E’ un lungometraggio, un progetto a cui stiamo lavorando da più di un anno su cui non abbiamo al momento date precise.

Ma sarete fra i primi ad essere aggiornati. Promesso!

Grazie per la disponibilità e per averci concesso l’intervista.

Credits:

Premi vinti 2020:
– “ Three” è il vincitore del New York Film Award nella categoria Best Horror. Mentre, l’attrice Melania Dalla Costa vince il premio come Miglior attrice.
– “ Three” vince al prestigioso Los Angeles Film Awards nella categoria miglior corto.

Sandra Orlando

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