Agosto amante mia non ti conosco

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“Agosto moglie mia non ti conosco” è questo uno dei proverbi italiani più curiosi che conosciamo.

Secondo molti, la frase deriva dall’antica credenza che per gli uomini fosse dannoso per la salute, avere rapporti sessuali con le mogli durante le temperature elevate.

Ma ciò non era possibile perché, proprio ad agosto si accentuava il languore passionale delle donne.

Il modo di dire nacque negli anni ’60, quelli del boom economico.

Anni in cui il divorzio era solo una speranza di tante mogli e lo spauracchio invece di madri impaurite all’idea che il “cummenda”, che aveva sposato la figlia, la potesse lasciare.

Anni in cui gli appartamenti venivano costruiti a milioni, con saloni per ricevere.

Case in cui apparire e mostrare era ancora più importante di oggi.

Quelli in cui le mogli non lavoravano ancora fuori casa e avevano la governante, per aiutarle a gestire la casa ed i figli.

Era usanza, per gli industriali e i nuovi ricchi, mandare moglie e figli in vacanza al mare per tutto il mese d’agosto e raggiungerli, a volte, nel weekend.

Come dire, l’agognata “ora d’aria”, un mese di libertà all’anno per i mariti e le mogli, stanchi della routine del matrimonio e della crisi di coppia.

Un mese per sognare, per tornare a sentirsi desiderate e, per i mariti, desiderare conferme del proprio fascino, del proprio potere di seduzione sulle donne.

L’ amore per il coniuge non era messo in discussione: restava in un angolo del primo cassetto del comò insieme ai gioielli di famiglia.

Era un gioco, un sogno da mettere in valigia con il costume da bagno, la seduzione, il tradimento, la scappatella, come fosse compreso nel pacchetto della vacanza, sapendo che sarebbe stato solo un innocente svago che non avrebbe minimamente intaccato il sacro vincolo del matrimonio e la famiglia.

Ed oggi?

Le ferie d’agosto rappresentano ancora oggi, un attentato agli equilibri delle coppie fedifraghe, ed a quanto pare, molte coppie italiane lo sono.

Dall’amplesso da pausa pranzo ed il telefono bollente, alle email d’amore ed alle perenni e seduttive connessioni, durante le ferie la coppia transita ad una dimensione familiare di calma piatta, al silenzio dei sensi ed alla prudente pausa estiva degli alter-ego tecnologici.

Il telefono non squilla più, non si illumina di messaggi o chat che  e nutrono il desiderio e l’autostima, ed il p.c rimane strategicamente e saggiamente spento in funzione delle vacanze da trascorrere in famiglia.

E sì, arriva il mese delle vacanze in famiglia.

E che cosa ne è delle “altre”?

Lasciate a casa, sole, dimenticate.

Secondo un libro simpaticissimo che ho letto, servirebbe proprio il Sindacato delle amanti.

È un vero lockdown, quello del mese di agosto, quando le amanti ritrovano l’odioso isolamento da “No, non mi chiamare, semmai ti chiamo io”, dovuto alle vacanze in famiglia. Una situazione che mette ancor più in evidenza l’assenza totale di diritti di questa categoria di donne, devote a un amore a singhiozzo, che sparisce durante i festivi e ricompare non appena smaltito il monte ferie.

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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