“a tu per tu con…” Marthia Colli e la sua arte

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Marthia Colli è un architetto e artista con una profonda passione per l’arte visiva e la fotografia.

Laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, con un indirizzo dedicato al restauro e alla conservazione dei beni architettonici e monumentali, ha sviluppato nel tempo un forte interesse per la pittura e l’immagine.

La sua formazione artistica ha radici nel Liceo Artistico “Eustachio Catalano” di Palermo, a cui ha affiancato un percorso di specializzazione in fotografia presso l’Opera Universitaria di Palermo e l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana.

Parallelamente alla sua attività artistica, Marthia Colli ha lavorato per anni come direttore di cantieri edili, occupandosi del coordinamento del personale e della ristrutturazione di immobili tra cui la Chiesa Santa Maria dei Miracoli.

La sua esperienza in questo settore ha affinato le sue capacità organizzative e gestionali, che si riflettono anche nel suo approccio metodico alla creazione artistica.

La sua arte è un dialogo continuo tra struttura ed emozione, tra forma e luce, un ponte tra la razionalità dell’architettura e l’espressività della pittura e della fotografia.

Oggi ho il piacere di incontrarla nella sua città, Palermo, in quell’arco di mare compreso fra la via Francesco Crispi e il Foro Italico, la Cala, che corrisponde al porto più antico di Palermo utilizzato per primi dai Fenici.

La scelta di incontrarci presso la Cala non nasce casualmente… nasce dal suo amore per il mare e per la vela trasmessole dal padre, il grande pittore Guido Colli.

Una stretta di mani, uno scambio di riflessioni sulla Sicilia e su Palermo in particolare e via all’intervista…

Fiore – Quando l’essere artista è diventato elemento caratterizzante ed essenziale della tua identità?

Colli – Da quando sono nata per la seconda volta…

Fiore – Si diventa artista per inclinazione o per acquisizione?

Colli – Per inclinazione senz’ altro, ma anche per acquisizione e in ogni caso respirando e vivendo l’arte sin da dentro il ventre materno.

Fiore – Il passato ovvero l’infanzia può essere qualcosa a cui ispirarsi facendo perno sulla fantasia per la nostalgia di eventi che tornano alla mente?

Colli – Si, anche se avviene inconsapevolmente.

Fiore – Cosa ha rappresentato per te avere come padre un artista di grande valore come Guido Colli?

Colli- A differenza di altri figli d’ arte, mio padre non è stato una presenza ingombrante. Lui mi ha sempre spronata a dipingere. Diceva :”Invidio il rapporto che hai con il colore, soprattutto con il bianco”. E volutamente non ha voluto trasmettermi il suo stile.

Oggi lo ringrazio per questo e per tanto altro che mi ha comunicato come: l’ amore per il mare, la natura, la musica ma anche l’ umiltà e l’onestà sempre e comunque.

Fiore – Cos’è per te l’ Arte, cosa rappresenta?

Colli – L’ Arte per me è un rapporto di altezza. Infatti da sempre c’è un’ immagine fissa nella mia mente, una foto in bianco e nero o seppia, come si facevano una volta le foto ricordo. Padre e figlia visti di spalle seduti su due sgabelli uno alto e uno basso, intenti a dipingere la propria tela, l’uno su un cavalletto grande e l’altra su un cavalletto piccolo.

Io e papà. Sono nata, cresciuta e “pasciuta” in mezzo ai colori, agli odori di fissativi e colla.

È un bagaglio, un corredo consegnatomi il giorno in cui sono venuta al mondo. Ho sempre dipinto, disegnato, colorato i miei sogni. Mai, però, ho sentito l’ esigenza di mostrarmi.

Lo facevo per me stessa e di nascosto, avevo anche un certo pudore. Nonostante avessi frequentato il liceo artistico.

Papà, quando mi osservava dipingere, mi diceva sempre: “Invidio il tuo senso cromatico, il rapporto che hai con il colore, il tuo approccio è assolutamente istintivo, ancestrale”.

Infatti, per lui il colore era studio, ricerca, progettazione, matematica, costruzione, bozzetto, schizzo. Per me è sempre stato “Puro Istinto”.

Fiore – Leggo nel ricordo del tuo caro padre una sorta di ringraziamento per lui…Corretto?

Colli – Correttissimo! Ringrazio mio padre per NON avermi aiutata nei momenti di difficoltà quando frequentavo il liceo artistico, in quanto avrei ereditato il suo pensiero, la sua tecnica, la sua storia.

Volutamente mi abbandonava a me stessa affinché trovassi la mia strada, il mio mood personale, il mio stile.

Beh! C’è riuscito. Oggi, nessuno può dire che la nostra arte sia uguale.

Chi lo dice è solo superficiale. Non attento. Certo, per me è un onore se in qualche modo lo ricordo, ma non è il mio intento, né lui sarebbe fiero di questo. È la mia tecnica, la mia espressione, la mia Arte.

Chi fa paragoni tra me e lui sbaglia di grosso e ovviamente io perderei senza dubbio contro un “colosso” qual era!

La mia “Arte” può piacere o meno, questo è normale, ma non si può paragonare “all’Arte Sacra” di Guido Colli, quella bisogna lasciarla stare.

Fiore – Un messaggio?

Colli – Sì, un messaggio rivolto soprattutto agli “amici e colleghi” di mio padre che hanno la presunzione di conoscerlo. Se lo conoscessero bene, non azzarderebbero alcun riferimento. Il lavoro di mio padre è stato quello di non trasmettermi il suo modo di dipingere.

Fiore – La tua prima mostra?

Colli-  “Sono appena nata”, ci vorrà del tempo prima di organizzare una mia personale. Ho partecipato invece a varie collettive di pittura e di fotografia.

Fiore – Agostino Degas afferma che “il pensiero non può nulla, contro le emozioni. Non riesce mai a fermarle. Emergono, si impongono. Si svelano. Ci danno quell’entusiasmo che è indispensabile per vivere. Le emozioni sono musica, profumo, colori. Solo il cuore può sentirle e ascoltarle, le emozioni. E lasciano sempre tracce indelebili. Nel profondo. Nell’anima.” Non ritieni che il pennello e la matita dell’artista sono il mezzo per rendere immortali le emozioni di cui parla Degas?

Colli- Assolutamente d’accordo con Degas!!!

Fiore – Dopo la tua prima collettiva di pittura come è proseguito il tuo viaggio artistico?

Colli – Ovviamente non mi sono cullata… il viaggio della produzione continua.

Fiore – Il tuo rapporto con la pittura è conflittuale o armonico? 

Colli – Dipingere per me è come scrivere un diario segreto… Da un anno a questa parte, la mia vita è cambiata, ho acquistato una nuova consapevolezza.

Ho imparato a “mostrarmi” esprimendo i miei stati d’animo attraverso la pittura, che, a volte è astratta e spontanea, a volte figurativa-astrattiva e studiata.

Fiore – E quindi?

Colli – Dapprima il mio rapporto è conflittuale, poi diventa liberatorio.

Fiore – Quali sono le tue sensazioni quando inizi un’opera? 

Colli – Contrastanti, esplosive… ed escono fuori come un rigurgito. Si è quasi in presenza di un fiume in piena.

Fiore – Le tue opere nascono da esperienze di vita o da un mondo immaginario?

Colli – Nascono da stati d’animo spesso agitati e ansiosi. Quindi, nascono sia dal vissuto che dall’ immaginazione.

Fiore – La tua modalità di lavoro è veloce, rapida o lenta e riflessiva?

Colli – È immediata ma poi diventa riflessiva.

Fiore – I soggetti che rappresenti sembrano tanti portavoce del tuo intimo. Mi sbaglio?

Colli –  I miei soggetti sono legati ad un vissuto diretto e indiretto. Sono testimone e tramite.

Fiore – Parlami del luogo dove dipingi…

Colli – Una stanzetta dalla cui finestra alta a nastro entra il cielo.

Fiore – Il mercato dell’arte ti spaventa o lo affronti senza alcuna remora?

Colli – Mi è già capitato di vendere. Mi sono lasciata guidare da esperti del settore. Ad oggi non mi spaventa.

Fiore – Cosa significa essere artisti oggi?

Colli – Essere portavoce, fare da intermediario con il quotidiano, raccontare, essere testimone.

Fiore – Quanto è vero il detto “pittura genera pittura”?

Colli – Assolutamente corretto e vero!

Fiore – Ci sono formati o tecniche che prediligi?

Colli – Amo cambiare stile e tecniche, altrimenti mi annoio. Anche il formato e il supporto non sono mai gli stessi.

Fiore – La tua pittura dialoga a volte con la fotografia, altra tua grande passione?

Colli – Sì, esatto. La fotografia è un’ altra mia passione. Lì però, sono più statica. Non sono istintiva come nella pittura, è la ricerca del particolare.

Fiore – Quanto il quotidiano autobiografico, il desiderio di raccontare e raccontarsi incidono nella realizzazione delle tue opere?

Colli – Tanto! Anche se sono ermetica, da interpretare e da scoprire.

Fiore – Progetti per il futuro? Mi dai qualche anticipazione…

Colli – Ho un’idea di progetto. Dico soltanto: “Vista mare”.

Fiore – Mi vuoi parlare della tua raccolta di immagini realizzata in pastello ad olio su cartoncino “Ducizza mia”?

Colli – “Ducizza mia” racconta, denuncia la violenza di genere e non. Infatti non è riferita solo alle donne ma a tutti gli esseri umani.

I soggetti rappresentati sono tutti volutamente giovani, perché è proprio a loro che è rivolto il “grido”. Fare attenzione, stare in guardia per non soccombere; denunciare sempre, auspicando che un giorno tutta questa violenza sia solo un brutto ricordo.

È nostro compito insegnare ai giovani a non essere indifferenti e non voltarsi dall’altra parte. Tra le varie violenze c’è quella psicologica che evoco con un nastro rosso che avvolge il viso, soprattutto la bocca. La violenza psicologica è infatti subdola, la peggiore tra le violenze. Il titolo “Ducizza mia” è chiaramente ironico e provocatorio. 

Fiore –  Un sogno nel cassetto?

Colli – Sì, ma preferisco tenerlo per me!

Fiore – Delle tue opere quale dedicheresti ai lettori di ScrepMagazine e perché?

Colli – Dedico l’ ultima realizzazione  “Viaggio”, come augurio e incoraggiamento a non aver paura del cambiamento.

Fiore – Grazie e buon tutto…

Colli – Grazie a te, caro Vincenzo, per la tua disponibilità e professionalità.

Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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