Le parole di Gratteri

268067

Unione delle Camere Penali italiane

12/02/2026
Gli insulti di Gratteri ai cittadini hanno oltrepassato il limite, auspichiamo un richiamo da parte del Presidente della Repubblica.

La nota della Giunta a seguito degli insulti di Gratteri ai cittadini che voteranno sì al referendum.
L’affermazione del dott. Nicola Gratteri, secondo cui voterebbero per il “No” le “persone perbene” e per il “Sì” indagati, imputati e poteri deviati, non è un’opinione: è un insulto.

Riduce milioni di cittadini a una categoria di sospetti e li dipinge come moralmente indegni solo per la loro scelta di voto.

Qui si è oltrepassato il limite.

Un magistrato, per il ruolo che ricopre, non può permettersi parole che dividono, diffamano e deformano la realtà.

Non è libertà di espressione: è delegittimazione del pluralismo.

E quando simili esternazioni provengono da chi amministra la giustizia, il danno non è personale ma istituzionale, perché incrina la credibilità dell’intera magistratura.
Le consuete iperboli retoriche del dott. Gratteri sono note. Ma dopo le false affermazioni attribuite al dott. Giovanni Falcone, questa ennesima forzatura appare come una recidiva che inquina il confronto elettorale con disinformazione e allarmismo.

È il volgare attacco di chi non ha argomenti, un moralismo antipluralista che svuota il confronto democratico e sostituisce il merito delle idee con la delegittimazione personale.

Non è dibattito: è greve propaganda.
Per questo ci auguriamo un richiamo da parte del Presidente della Repubblica, quale garante dell’equilibrio istituzionale e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, a tornare nell’alveo di un confronto rispettoso sul merito della riforma.

La Giunta
Roma, 12 febbraio 2026

Le parole di Gratteri hanno un peso perché vengono da un magistrato che per anni è stato simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Proprio per questo, quando interviene su un tema politico così delicato, il rischio è che il suo prestigio venga percepito come un tentativo di orientare.

Può far sentire giudicati e quasi etichettati.

Ma la verità è che un referendum esiste proprio perché i cittadini hanno il diritto di pensarla diversamente. Non c’è un voto “giusto” e uno “sbagliato”: c’è un voto consapevole, qualunque esso sia, se nasce da una riflessione personale. E se sono indignata e arrabbiata, è perché deve esserci la dignità del confronto, e il rispetto reciproco.

Le istituzioni dovrebbero favorire un clima in cui le persone si sentono libere di esprimersi, non giudicate. Quello che mi ha fatto arrabbiare più di tutto, non è il contenuto delle parole di Gratteri, ma il tono.

È stato come se qualcuno, dall’alto di un ruolo importante, avesse deciso che il mio voto vale meno, che la mia capacità di capire sia inferiore.
E questo mi ha fatto arrabbiare.

Perché io il mio voto me l’ ho pensato leggendo, ascoltando, confrontandomi, mettendo insieme pezzi di esperienza personale e di senso civico. Non è un capriccio, non è un gesto impulsivo.

È una scelta che nasce da un’idea precisa di giustizia, di Stato, di responsabilità.
Sentirmi dire, anche solo indirettamente, che chi vota come me è massone, delinquente ,collusa mi ha fatto sentire sminuita.

La mia rabbia non è contro una persona: è contro un modo di parlare che divide, che giudica, che pretende di stabilire chi è “giusto” e chi è “sbagliato”. Io non voglio essere trattata come una suddita.

Sono una cittadina.

E il mio voto ha lo stesso valore di quello di chiunque altro, anche di chi ha un titolo,un ruolo. Forse è questo che mi brucia: l’arroganza di chi pensa che la propria visione sia l’unica possibile.

Ma non funziona così. Funziona quando ognuno può esprimersi senza sentirsi giudicato, quando il confronto è aperto, quando le parole non servono a intimidire ma a spiegare.

Io il mio voto lo rivendico. E rivendico anche la mia rabbia, perché nasce dal rispetto che ho per me stessa e per il mio diritto di scegliere.

E chiunque esso sia non si può permettere di offendere così chi non la pensa come lui.

Angela Amendola

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here