A ridosso di un sogno

162599

“Cosa vuoi che sia? È solo una palla che rotola su un campo verde per un tempo di 90 minuti. Beh, sì, è chiaro, a volte la competizione si protrae per delle motivazioni dettate dalle regole del gioco e perciò siamo costretti a sorbirci un’altra oretta abbondante di acrobazie calcistiche: tempi supplementari, pause, rigori… Santo cielo, che immane tortura! Ma bada bene, è soltanto una palla. Niente di più che una semplicissima sfera rimbalzante… “

Sarà che hanno ragione loro, per carità…

Ciascuno di noi, del resto, è caratterizzato da un modo inimitabile di percepire le emozioni.

Ma provate a negare con convinzione il fatto che, giusto ieri sera, quella “semplicissima sfera” abbia mutato la propria essenza in uno sfavillante e preziosissimo lingotto d’oro.

Un potente viatico verso un sogno di gloria, un’ottima motivazione per sentirsi finalmente parte di una “comunità esultante.”

Un vero collante per le anime.

L’atteso incontro tra Italia e Spagna…

E la cara Raffaella ha persino deciso di rimandare la sua partenza per quei luoghi d’altrove che la attendono benevolmente, costringendo le eteree cancellate del Paradiso a rimanere chiuse ancora per un po’.

Ci teneva così tanto ad essere presente in quel di Londra e ha tifato incessantemente a suon di “Tuca Tuca”.

E siccome la consapevolezza di essere amatissima anche in Spagna non l’ha di certo abbandonata, ha voluto dimostrare gratitudine con un gioioso e divertente accenno di “Fiesta”.

E poi quella magnifica competizione al cardiopalma, una performance sportiva che ci ha insegnato che non è possibile dare nulla per scontato, mai, o quantomeno fino a quando le inequivocabili evidenze non prospettino il contrario.

Nella mia località di residenza estiva non si è rivelato possibile avvertire il volo di una sola mosca.

Un silenzio assordante e desueto ha letteralmente invaso l’atmosfera per un paio d’ore interminabili

Poi, il delirio.

Un’esplosione emozionale ed intrisa di parecchi sentori non contrastanti, che hanno viaggiato spediti verso la strada che conduce alla gioia per l’attesa vittoria, fino ad approdare presso quell’agognato molo che apre un ampio varco verso la ritrovata libertà di stare insieme.

Un’esultanza che mi ha catapultata indietro di ben 15 anni e che mi ha consentito di rivivere degli intensi ed indimenticabili momenti di concitata felicità, quelli riconducibili ai mondiali di calcio del 2006.

Ma ci troviamo nel bel mezzo del grande sogno e sarebbe magnifico se, al nostro risveglio, si verificasse la concretizzazione di una formidabile esperienza onirica che ci rende incredibilmente vivi.

Attenderemo con ansia fino a domenica sera.

Intanto, tra poche ore, conosceremo con certezza l’identità del nostro prossimo avversario il quale, in fin dei conti, non è altro che un ambizioso fratello “di calcio” che si trova dall’altra parte della speranza.

Ma lo sapete che ieri sera, a fine partita, il grande Leonardo Bonucci sarebbe stato scambiato per un invasore di campo?

Si sarebbe avvicinato in modo esuberante alla platea in festa ed avrebbe subìto l’allontanamento da parte di un’addetta alla sicurezza che, essendosi resa conto dell’errore grossolano, avrebbe rimediato immediatante con delle sentite scuse.

Goliardici accadimenti che fanno sorridere.

Dunque, vi aspetto domenica sera.

Dove?

Nell’unico posto che ci consentirà di assaporare una rassicurante vicinanza, nonostante gli inevitabili impedimenti di natura geografica.

Sì, incontriamoci proprio lì: a ridosso di un sogno italiano…

Maria Cristina Adragna 

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here