Edoardo Siravo è un attore e regista e doppiatore.

Ha recitato in importanti compagnie teatrali, ha lavorato nel cinema, nella televisione e nel doppiaggio.

Lo incontro per una piacevole chiacchierata che vorrei condividere con voi tutti.

MLF: Ebbi il piacere di conoscerla personalmente nel 2016 a Vibo Valentia. Ricordo la sua estrema semplicità e gentilezza, nonostante il nome altisonante. Attore, doppiatore e regista affermato. Per passione e scelta sempre “nella parte di qualcun altro”. Chi è Edoardo Siravo a riflettori spenti?

ES: Ritengo che il mestiere dell’attore sia per l’appunto un mestiere. Soprattutto artigianale.  Con alcune componenti psicologiche che lo rendono un po’ estremo.  Direi che è uno stile di vita. I miei approcci sono quindi normali. Mi fa piacere essere come tu mi descrivi.

MLF: Elencare i suoi riconoscimenti alla carriera, interpretazioni televisive e teatrali richiederebbe ore ed ore, visto il suo lungo percorso. Le voglio chiedere: il riconoscimento professionale che ritiene più importante di tutti?

ES: Il lungo percorso dipende purtroppo dall’età ma anche da un un’’impegno lavorativo costante . Il riconoscimento più importante credo sia quello che mi danno in genere colleghi e spettatori.  Un riconoscimento che ha a che fare anche con l onestà intellettuale. 

MLF: Converrà che esiste un ruolo difficilissimo dove non esistono copioni e in quel ruolo non si può recitar mai: il padre. Quando sua figlia Silvia ha deciso di abbracciare la carriera artistica, la sua reazione? Conoscendo non solo la gloria ma anche i sacrifici, avrebbe voluto in quel momento un futuro diverso per lei?

ES: Ho combattuto inizialmente perché mia figlia Silvia desistesse.  Col tempo mi sono accorto delle sue qualità artistiche e caratteriali. Mi sono tranquillizzato e adesso con grande piacere lavoriamo e collaboriamo.  Sta facendo la sua carriera in autonomia e con ottimi risultati. 

MLF: Quando Edoardo Siravo ha compreso di esser un “nome importante”? Quale ruolo l’ha consacrato al successo?

ES: E’ difficile capire quando e se e si diventa un nome “importante “. Si possono individuare dei momenti di crescita. Da giovane e per il teatro il “Messaggero delle baccanti” a Siracusa con Sbragia il mio maestro. Più in là negli anni il personaggio di Vivere mi ha dato la popolarità.

MLF: Non solo attore ma anche doppiatore. Il film più divertente e quello più difficile che ha doppiato, prestando la sua voce a chi?

ES: Ci sono dei grandi attori che mi fatto molto piacere doppiare. Depardieu, Irons Goodman Kostner tra gli altri . E alcuni cartoni come Cars o Emoticon.

MLF: Invece il ruolo più difficile che ha scelto di interpretare? Perché?

ES: Tutti difficili. Adesso in teatro sto preparando “Prometeo“. “Faust“, per esempio, che ho fatto l’anno scorso.

MLF: Se dovesse dare un titolo alla sua vita, quale sarebbe?

ES: Ho faticato molto ma mi sono anche molto divertito

MLF: Ama e perché più il set televisivo o il palcoscenico teatrale?

ES: Entrambi. Anche gli studi di doppiaggio e televisivi. Mi piace cambiare

MLF: Non dimentichiamo è anche un grande direttore artistico: ci parli dei numerosi Festival che ha organizzato.

ES: E’ più facile fare lo scritturato che avere impegni organizzativi. Molte più responsabilità ovviamente. Mi è rimasto nel cuore la riapertura del sito archeologico di Sepino in Molise che ebbe un grande successo di pubblico.

MLF: Esiste un’opera teatrale che vorrebbe recitare? Con chi?

ES: Forse tra le tante opere il mercante di Venezia che ho già fatto 2 volte nei vari protagonisti. Mi manca quello di Shylock l’ebreo. Con un bel cast di amici.

MLF: Dell’ Edoardo dei primi “Ciac”, cos’è rimasto in lei?

ES: Sono ogni volta egualmente curioso.

MLF: Nel 2018 si è candidato nel centrodestra per impegnarsi politicamente. Le chiedo: secondo lei, i politici italiani hanno scambiato i banchi del Parlamento per il palcoscenico di un teatro, dove i cittadini sono il pubblico pagante?

ES: Ho fatto politica un po’ da anarchico. Schierandomi  soltanto con le persone  che pensavo potessero impegnarsi   per fare una politica culturale positiva per questi settori abbandonati dalle istituzioni a prescindere da schieramenti ideologici

MLF: E’ in casa sua, tranquillo a legger sul divano. Suona il telefono. Proposta: un aereo fra un ora, destinazione ignota, copione non pervenuto, ruolo non conosciuto.  Con sé può portare i vestiti che indossa e i documenti di riconoscimento. Sei mesi senza contatti con il suo mondo. Può solo accettare o rifiutare. Decisione?

ES: Cercherei di rinviare velocemente i miei impegni e partirei

MLF: Oggi i reality hanno diffuso l’illusione del facile successo. Vediamo un alternarsi di visi noti che dopo qualche mese divengono perfetti sconosciuti. Ai ragazzi con una vera passione, spesso non considerati come dovrebbero perché vale far numeri e business, cosa consiglierebbe?

ES: Ai giovani consiglierei di considerare e scoprire le proprie attitudini attraverso il teatro e le scuole serie di recitazione. Unico mezzo per scoprire le proprie doti artistico artigianali ed anche caratteriali. Queste ultime importanti per gestire la professione.

Grazie Edoardo Siravo per la sua disponibilità.

Maria Luana Ferraro per ScrepMagazine

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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