“Usque ad finem Spirito libero”

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la vita è imperfetta perché non riusciremo mai a realizzare qualcosa di possibile per la nostra anima” .

USQUE AD FINEM

 Ascolto in silenzio le

tue parole, le tue

infinite fantasie,

amo osservare i

tuoi occhi accesi

il tuo corpo ossessivo,

accarezzare con le dita

la tua pelle lucente.

Amo il contatto

che infiamma

le viscere,

toglie  il sonno

lava il cervello.

Ma non posso

esaudire

i tuoi desideri,

accompagnare

i tuoi peccati.

Se vuoi mi seguirai

in un lungo viaggio;

ti insegnerò a

soffrire  in silenzio,

ad accettare

le cose più umili,

ad apprezzare

l’alba e il tramonto,

il sole, la luna, le stelle.

Ti insegnerò ad amare

la libertà come il bene

più prezioso che tu possiedi,

usque ad finem

 

SPIRITO LIBERO

 E’ arrivata la vecchiaia,

benefica e salutare

nella sua saggezza,

tra poco, passati i

settant’anni, di che

dovrei preoccuparmi?

Posso osservare il tempo,

trascorrerlo con

distaccata ironia,

fantasticare su quale

infernale congegno

mi porterà verso la morte.

In quell’ora avverrà quello

che ho sempre sognato:

lasciare questa vita noiosa,

i suoi contorni altalenanti,

le sue sfumature

scarsamente cromatiche,

per entrare finalmente

nella realtà:

viaggiare nel nulla,

nello spazio infinito,

vero spirito libero

dei miei desideri,

luce e tenebre

fuse insieme, 

senza  alcun

bisogno materiale 

da soddisfare,

tranne l’eterna curiosità

della conoscenza.

“Usque ad finem” e “Spirito libero”; due poesie presenti nella prefazione e che danno  il titolo al mio libro.  “Amore strano” – Amore impossibile” – “Squarci di vita” – “Follia umana”.  Le tante facce dell’amore.

Ricordo di un’estate

 

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Francesco Danieletto
Sono Francesco Danieletto e sono nato a Dolo, terraferma veneziana, a metà strada tra Padova e Venezia. Sono e ormai sarò sempre uno spirito ribelle, autonomo in tutto anche adesso che la malattia mi ha costretto a una parziale invalidità. Malattia che però ha avuto, come succede spesso in tutte le cose, un lato positivo perché ha risvegliato quel lato poetico, letterario che era sopito da molto tempo e che non avevo più preso in considerazione nella gioventù. Non sono uno scrittore che si siede a tavolino anzi sono l’esatto contrario. Sono convinto che affrontare la realtà in tutte le sue sfumature vuol dire accettare che la vita non è un tappeto di fiori dove poter camminare a piedi scalzi. Ho al mio attivo alcune pubblicazioni, divise tra racconti e poesie. Ho fondato e presiedo l’associazione culturale: “La Pentola dei nodi” a Dolo, dove vivo.

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