Sono solo per pochi…

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Sono quella scostante, assente, quella del “se non ti cerco io tu sparisci per mesi“.
Sono stata definita anaffettiva, senza cuore, acida, fredda.
Una persona che pretende senza dare, che vuole stare al centro dell’attenzione.

Io che da sempre mi sono nascosta dagli occhi della gente, dagli sguardi pesanti.

Che non riesco a fare un discorso davanti a tante persone senza rischiare un arresto cardiaco, che non farei mai una sfilata di moda, che in tutte le occasioni di festa, compreso il mio compleanno, entra nel panico.

Sono stata definita in quei modi, ma da chi?

Da persone che non sanno davvero cosa sia essere tutte quelle cose, che non pensano prima di parlare, che non conoscono la mia storia, che non conoscono il mio cuore, la mia persona.

Per anni ho fatto sì che a nessuno mancasse niente. Amore, affetto, presenza, abbracci, sostegno, consigli, forza. Mi sono sempre fatta in quattro per la felicità degli altri.

Non ho mai saputo dire di no, non ho mai messo i miei desideri prima di quelli delle persone che amavo.
Ci sono stata sempre, ho cercato di capire, di proteggere, di resistere per due, tre, mille.
Non mi sono mai lamentata, ho agito con il sorriso, senza battere ciglio.

Agli occhi di mia madre mi stavo consumando.

Mi ripeteva più volte: “dai troppo, così non va bene”…
E la lasciavo parlare, perché lei non sapeva. Non capiva.

Anni in cui mi sono dovuta inventare, formare.

Anni in cui volevo e dovevo farmi accettare, creare la mia cerchia, le mie persone.

Mi facevo scegliere senza scegliere.
Perché tutto andava bene, tutti andavano bene.
Poi arriva per tutti quel momento in cui ti senti stanca, senza forze e voglia.

Ti irrigidisci con niente, ti infastidisce sentire le voci, le false risate, i falsi complimenti, i falsi sentimenti… Ti stanchi uscire per vedere le stesse facce, ascoltare le loro storie.

Ti domandi: “cosa hai fatto per te fino ad ora? Ti sei mai ascoltata? Cosa desideri?“…
E si accende una lampadina che non hai mai cambiato, lasciandola per anni fulminata dentro di te.

Capisci tanto così velocemente che ciò che ti viene da fare è piangere, urlare, isolarti, rinchiuderti in te stessa.
Hai bisogno di tempo, per stare con te stessa per parlarti, abbracciarti, ascoltarti…

Perdonarti.
Perdonarti per tutte le volte che hai taciuto, che hai acconsentito, che hai permesso, che hai subito, che hai accettato, che hai agito, che hai aperto il tuo cuore, che hai amato inutilmente.

Ti chiedi scusa per le volte in cui non ti sei sentita abbastanza bella, abbastanza forte, abbastanza tu.
Per tutte le volte che ci sei stata e sei rimasta sola, per tutte le volte che hai ascoltato e nessuno domandava come stessi, per tutte le volte che hai donato la tua spalla e la tua mano e quando avevi bisogno tu stavi per ore a terra, comunque sola.

Il momento in cui comprendi che hai sbagliato tutto è il momento in cui hai davvero capito.
Hai capito che devi fare selezione, che non tutti sono amici, che non tutti sono l’amore, che i rapporti non sono a senso unico.

Hai capito che è il tuo turno per essere al centro del tuo mondo e di chi ti ama davvero. Perché è facile dire “non ci sei mai” quando sei sempre stata tu e basta.

Hai capito quanto vale la tua persona, che hai perso troppo tempo e devi riprenderti indietro gli anni gettati.

Ed è quando stai veramente bene con te stessa che non ti importa del giudizio degli altri.
Non ti importa di rimanere da sola, perché adesso è una scelta.
Ora sei tu a scegliere per chi vale la pena esserci e lottare…

E vale la pena veramente per pochi adesso.

Giulia Trio

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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