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Pellizza da Volpedo (parte quinta)
“Mammine”
Olio su tela, cm 213×203
Collezione privata
Il dipinto riassume, imitando gli impressionisti francesi, lo studio “en plein air” sulla natura, condotto da Pellizza nel periodo di intensa formazione degli anni giovanili.
Interessante scoprire che Pellizza prese a modello, per le figure più delineate del dipinto, tre abitanti di Volpedo.
“MAMMINE”
Ispirato a un soggetto di vita quotidiana, disposte secondo una composizione giocosa, alcune ragazze accudiscono i fratellini più piccoli.
Pellizza le dipinge magistralmente sopra un prato appena falciato e sotto la luce viva del sole, su cui si stagliano nette le figure in controluce.
Anche sullo sfondo, in una articolata disposizione segnata dai tronchi d’albero, sì notano persone occupate nei lavori campestri.
Infine, la chiusura del campo, con un alto muretto nella parte destra, riconducono ai molti bozzetti dal vero fatti nei dintorni di casa Pellizza nel corso del 1890-91.
La ricerca per Pellizza, infatti, era di allargare i recinti della propria fantasia, elaborando un nuovo modo di dipingere in una personale visione del reale con l’occhio rivolto ai sentimenti e ai valori sociali.
CONCLUDENDO:
L’apparente semplicità del tema (ma ogni quadro è una storia) lascia il posto ad una sapiente costruzione dell’immagine, tanto da far guadagnare al pittore i primi riconoscimenti importanti: la medaglia d’oro e il plauso della critica all’esposizione italo-americana di Genova del 1892.
Bruno Vergani







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