Né vincitori né vinti

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Ci è stato insegnato a guardare la guerra in una posizione di mezzo, sistemando i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, diametralmente opposta alla precedente.

Non abbiamo quasi mai la giusta attenzione per tutte quelle dinamiche che potrebbero spianare la strada ad uno scontro, per le avvisaglie di un conflitto, per le motivazioni scatenanti una guerra, sia che esse siano vicine o lontane nel tempo.

Siamo, però, particolarmente interessati a fare un distinguo tra chi si armerà per primo e chi imbraccerà le armi perché costretto a difendersi.

Due opposti schieramenti, nettamente definiti.

Ci è stato insegnato che i buoni hanno sempre ragione e che i cattivi sono dalla parte del torto.
Non ci pone neppure il problema di dubitare della bontà dei primi oppure della cattiveria dei secondi.
Viene dato tutto per partito preso.

Siamo costantemente vittime di pregiudizi e i nostri pensieri sono viziati da condizionamenti.

La propaganda, la censura, le ragioni economiche.

Dove sta la verità?

Una sola certezza sembra esserci nelle coscienze di tutti: è sempre la morte a trionfare, con il suo carico di dolore, disperazione, miseria.

Una bandiera nera che porta morte dappertutto.

Nelle case, nelle strade, in fila per prendere un pezzo di pane, nei rifugi segreti, negli ospedali. Immagini raccapriccianti che rimangono negli occhi e nel cuore.

Morte di vincitori e vinti.

Non serve, quindi, schierarsi pro Putin o contro Putin.
Non serve sprecare tempo per scegliere da che parte stare.
Così come non serve riflettere sull’eroismo e il sacrificio di chi combatte per la propria patria.

Piuttosto, è arrivato il momento di pensare come riuscire a fermare questa guerra.
Ci vogliono solo parole di pace.

“Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” 

La guerra è un male che semina radici profonde.

Cosa consegneremo al futuro?
Un’umanità sempre più smarrita, ferita, spezzata che si è ulteriormente allontanata dal bene, dalla verità, da Dio.

Piera Messinese

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Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

2 COMMENTS

  1. Una profonda Riflessione su comportamenti che appaiono e lo sono sanguinosi ma che il giudizio storico soltanto può nel tempo sottolineare con pacatezza ed equilibrio

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